Centro Caritas Santa Elisabetta di Mukachevo: siamo venuti qui per ripercorrere insieme alle operatrici i volti di un "Venerdì Santo" che da due anni l'Ucraina sta vivendo, senza ancora intravedere "la luce della Pasqua". Gli sfollati, i soldati sul fronte e le mamme rimaste, i poveri: l'emergenza non è finita e la paura ha volti diversi. Non ci sono solo i traumi dei missili e dei droni sulle città ma anche il trauma di aver perso tutto, di vedere i sacrifici di una vita andare in fumo
Il vescovo domenicano della Chiesa cattolica romana di Mukachevo racconta al Sir come l’Ucraina sta vivendo questa Settimana Santa: “C’è chi ha perso familiari. Chi ha paura per i parenti partiti al fronte. C’è chi si sente senza forze ed è sotto la Croce. Chi ormai è rovinato, si abbatte, è piegato a terra dal dolore, come Cristo sulla Croce, e chiede un miracolo. Anche se si reagisce in maniera diversa, la sofferenza tocca ogni persona”. E aggiunge: “C’è poca luce. Nonostante il nostro sguardo, in questa Settimana, sia puntato a Gesù Risorto, spiritualmente ci troviamo nella Via Crucis”
“A sessant’anni dal Concilio, ancora si dibatte sulla divisione tra ‘progressisti’ e ‘conservatori’, ma questa non è la differenza: la vera differenza centrale è tra ‘innamorati’ e ‘abituati’”. L’affermazione, lucida e rocciosa, è di Papa Francesco, nel Discorso alla Curia Romana per gli auguri natalizi (21 dicembre 2023). Forse il passaggio su citato si potrebbe riprendere e prolungare: la vera alternativa nella Chiesa oggi è tra cristiani "stupiti" o "assopiti". Tra cristiani "estatici" o "automatici": andati in automatico. Pertanto arriviamo a cogliere l’epicentro pulsante di questo libro ‘francescano’: l’autentica preghiera cristiana non è il prodotto dell’abitudine. È il frutto di un innamoramento
In “Life. La mia storia nella Storia”, edita da HarperCollins in collaborazione con il vaticanista di Mediaset Fabio Marchese Ragona, dal 19 marzo in libreria, Papa Francesco accoglie i segni comparsi nel corso della vita con la ritessitura di chi ne ha fatto umana, saggia esperienza. Alcune di queste parole sono già state pubblicate in interviste o discorsi precedenti, ma ora fanno parte integrale delle confessioni – anche “laiche” – di un successore di Pietro
“Un cuore docile, affrancato dallo spirito delle Beatitudini, diventa naturalmente incline a fare compunzione per gli altri: anziché adirarsi e scandalizzarsi per il male compiuto dai fratelli, piange per i loro peccati”.
“Quando abbiamo saputo che il Papa sarebbe venuto a celebrare la Messa in Coena Domini a Rebibbia, si è creato subito in moltissimi un grande entusiasmo, sia da parte delle detenute sua dell’amministrazione del carcere.
Nelle orecchie e nel cuore la domanda di Gesù dopo aver lavato i piedi ai suoi: “Capite quello che ho fatto per voi?” (cfr. Gv 13,12). Non capiremo mai fino in fondo, ma i giorni della Pasqua ci aiutano proprio in questo ritornare sempre e di nuovo alla dimensione sorgiva della nostra fede. E a riaccendere quel fuoco che bruciava nel petto dei discepoli di Emmaus, disposti ora a muovere gioiosamente i loro passi verso il mondo in attesa dell’annuncio che ha cambiato la storia
Il Papa è tornato a leggere il testo della catechesi, dedicata alla virtù della pazienza, e ha citato la testimonianza di due papà, uno israeliano e l'altro arabo, che hanno perso le loro figlie in guerra. Al termine, un nuovo appello per la pace