Pubblichiamo il testo dell’omelia pronunciata, domenica 20 agosto, dal card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, durante la messa di apertura del “Meeting per l’amicizia fra i popoli” a Rimini
Quello dei migranti e della loro accoglienza è un tema che deve essere affrontato con una “politica concertata” e con un intervento “globale, almeno da parte dell’Europa”.
“È nostra responsabilità aiutare a estirpare dai cuori l’odio e la violenza. Incoraggiamo a deporre le armi, a ridurre le spese militari per provvedere ai bisogni umanitari, a convertire gli strumenti di morte in strumenti di vita”.
“Comunione e Liberazione esprime dispiacere e costernazione per quanto emerge dall’indagine in corso da parte della magistratura a carico di una persona coinvolta nell’attività educativa del movimento. In ottemperanza alla normativa per la tutela dei minori adottata dalla Fraternità di Comunione e Liberazione, la persona indagata è stata sospesa da ogni incarico educativo all’interno di Cl già alcune settimane fa, non appena è stata segnalata l’eventualità di possibili abusi e contestualmente all’aver ricevuto l’informazione che tale segnalazione era già stata rivolta anche alla autorità giudiziaria competente”.
Come ogni anno, il 19 agosto, in occasione della Giornata mondiale dell’aiuto umanitario, Caritas Internationalis ricorda e onora tutti i suoi operatori e volontari che dedicano la propria vita al servizio degli altri, mettendo a rischio la loro stessa sicurezza.
“Oggi venerdì, giornata di preghiera per le comunità islamiche, chiedo alle moschee di dedicare un momento di preghiera per la pace e per la solidarietà con i nostri fratelli cristiani”.
La Conferenza episcopale del Pakistan ha indetto per domenica 20 agosto una “Giornata di preghiera” alla luce della situazione e degli attacchi contro la comunità cristiana di Jaranwala, alla periferia di Faisalabad.
“A volte vediamo deturpate le relazioni con forme di violenza che ci fanno chiedere se sono state messe in atto da cristiani ed essere umani: sono le forme estreme che scaturiscono ad esempio in minacce e percosse verso la propria moglie, in femminicidio, uxoricidio, omicidio di una persona con la quale si stava vivendo una relazione che con leggerezza si chiama amore. No, quello non è amore: è violenza e va denunciata. E se uno veste il sacco e usa violenza alla moglie, sappia che fa un oltraggio non solo a sua moglie, ma a sant’Agata: deve convertirsi”.
“La guerra e le divisioni seminano nei cuori rancori e paure, e l’altro diverso da me è percepito spesso come un rivale. La comunicazione globale e pervasiva fa sì che questo atteggiamento diffuso diventi una mentalità, che le differenze appaiano sintomi di ostilità e si verifichi una sorta di epidemia di inimicizia”.