Una comunità alloggio per minori, lì dove c'era un antico orfanotrofio del 1600: ecco cosa ospita la “Fondazione Regina Elena” di Cefalù. Don Giuseppe Licciardi racconta a Giovanni Panozzo, nel video che vi presentiamo, di aver riscoperto, grazie a questi ragazzi, la fecondità del celibato e la bellezza dell'essere padre. Ma è tutta la comunità educativa della Casa Regina Elena che offre a questi giovani una vera nuova famiglia
Siamo vicino Verona, nella frazione di San Michele Extra. Da 2016 a Castiglione don Orazio Bellomi, parroco di S. Rocco, ha coinvolto famiglie e persone in difficoltà nel progetto di un orto solidale che si è rivelato un provvidenziale volano che alimenta non solo la macchina della solidarietà, ma anche stili di vita virtuosi e rispettosi del creato
“Credo sia importante, come Chiesa italiana, tenere continuamente desta l’attenzione su quanto accaduto in Turchia e sulle gravi emergenze provocate dal devastante terremoto del febbraio scorso. Se ne parla troppo poco e male". Don Marco Pagniello, direttore nazionale della Caritas italiana, appena rientrato dalla Turchia, racconta al Sir quale sia la situazione oggi, nelle zone colpite, a cinque mesi dal devastante terremoto che, nella notte tra il 5 e il 6 febbraio, ha provocato 57.700 vittime accertate (tra Turchia e Siria) e che tipo di intervento si appresta a mettere in atto la Caritas
È disponibile la nuova app Bibbia Cei, progetto sostenuto dalla Segreteria generale della Cei sotto la supervisione del Settore dell’apostolato biblico dell’Ufficio catechistico e dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali. La app, scaricabile su Apple Store e Google Play, è uno strumento di consultazione dei testi biblici adatto ai dispositivi di ultima generazione. Oltre 130.000 download in poche settimane. Ne abbiamo parlato con il direttore dell'Ufficio, Vincenzo Corrado, e il responsabile del Settore, don Dionisio Candido
Realizzati momenti di incontro con le amministrazioni locali. Nella diocesi di Catania, il cantiere ha riguardato le persone sorde con momenti di dialogo e di inclusione
Nelle due diocesi l’attenzione è stata puntata, in un caso, sulla pietà popolare, da purificare e valorizzare, e, nell’altro, sul dialogo intergenerazionale per avvicinare gli uni agli altri e vincere la solitudine
“I giovani sono come le rondini, annunciano la primavera”. Con queste parole di Giorgio La Pira, nel salone dei Duecento in Palazzo Vecchio a Firenze, l’arcivescovo della città Giuseppe Betori ha accolto i ragazzi provenienti da Europa, Asia e Africa che hanno dato oggi il via ai lavori del Consiglio dei giovani del Mediterraneo.
“Cercate indomiti il grande, il bello e il necessario. Non lasciatevi costringere in compromessi senza respiro. Non abbiate paura della sete di radicalità e della ricerca del definitivo. Andate incontro ai vostri contemporanei e sostenetene la speranza, partecipate alla costruzione di un mondo migliore. Difendete la vita e contribuite a fare del nostro mare un crocevia di pace e armonia”.
L’arcivescovo di Torino e vescovo di Susa traccia al Sir un bilancio dell’incontro, offrendo prospettive con cui oggi affrontare nuove forme di presenza e di servizio ecclesiale in zone per molti versi disagiate: sono passaggi che comportano un nuovo modo di concepire la figura del presbitero, a partire dalla rivisitazione del suo servizio di presidenza. Si tratta di considerare il ministero ordinato come differenziato e articolato al suo interno; di valutarne le possibili analogie con il ministero episcopale; di immaginare nuove ministerialità laicali