Sono già 40mila, dato fino alle 14 di oggi, i fedeli che hanno reso omaggio alla salma del Papa emerito Benedetto XVI, traslata dal Monastero Mater Ecclesiae alla basilica di San Pietro. Le voci dei fedeli in piazza. Basilica aperta anche domani e dopodomani dalle 7 alle 19. Il 5 gennaio alle 9.30 i funerali presieduti da Papa Francesco in piazza San Pietro
“Signore, ti amo!”. Sono state queste le ultime parole di Benedetto XVI. Lo ha confermato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, rispondendo alle domande dei giornalisti.
Le notizie e i fatti concreti vengono a colpire la comunità monastica con vigore pregnante e la reazione, pur sempre radicata nella fede orante, non manca di essere attraversata da interrogativi e talvolta anche da inquietudini. I discorsi, le prese di posizione, i gesti concreti del Pastore della chiesa, a maggior ragione, vengono accolti, soppesati e sottoposti al… setaccio. Quando poi ci si trova dinnanzi ad un teologo del valore di Joseph Ratzinger la presa vuole essere diretta e senza ombre.
Mons. Coda, segretario generale della Commissione Teologica Internazionale, traccia il “profilo ecumenico” del Papa emerito Benedetto XVI. “Ha ridato slancio e speranza alla causa dell’unità, nello spirito del Vaticano II rilanciato dall’enciclica Ut unum sint di Giovanni Paolo II”, dice. In particolare si deve a lui e alla sua “guida ispirata e autorevole” la ripresa del dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa. “Il passaggio delicato e interpellante, nel cammino verso la piena e visibile unità tra le Chiese, che siamo oggi chiamati a vivere – osserva il teologo italiano - è quello dal dialogo della carità al dialogo della verità: tenendo fermo che la verità si dà solo là dove la si cerca e la si accoglie nella carità”.
Benedetto ci lascia nel Giubileo d’Oro del RnS in Italia. Ci lascia una meravigliosa paternità spirituale ed ecclesiale, un patrimonio che ha segnato il Novecento e i primi passi del nuovo Millennio. Ci lascia nel cuore un desiderio profondo di preghiera di ringraziamento per le sofferenza silenziosamente offerta per il superiore bene della Chiesa, per le tante incomprensioni e ingiustizie gioiosamente tramutate in preghiera a Dio. Ci lascia un solco di silenzi e di parole inascoltate che lo fanno grande ai nostri occhi e certamente dei posteri, sommessamente grande, come lo sono i santi. La storia avrà molto da emendare al ricordo di questo Pontefice, troppe volte ingiustamente e inadeguatamente descritto per la sua fede in Gesù e per il genio spirituale con cui lo ha presentato e rappresentato al mondo
“Dio non ci ama a parole, ma coi fatti; non dall’alto, da lontano, ma da vicino, dal di dentro della nostra carne, perché in Maria il Verbo si è fatto carne, perché nel petto di Cristo continua a battere un cuore di carne, che palpita per ciascuno di noi! Santa Madre di Dio!”.