Benedetto XVI: una gigantesca montagna di grazie

Benedetto ci lascia nel Giubileo d’Oro del RnS in Italia. Ci lascia una meravigliosa paternità spirituale ed ecclesiale, un patrimonio che ha segnato il Novecento e i primi passi del nuovo Millennio. Ci lascia nel cuore un desiderio profondo di preghiera di ringraziamento per le sofferenza silenziosamente offerta per il superiore bene della Chiesa, per le tante incomprensioni e ingiustizie gioiosamente tramutate in preghiera a Dio. Ci lascia un solco di silenzi e di parole inascoltate che lo fanno grande ai nostri occhi e certamente dei posteri, sommessamente grande, come lo sono i santi. La storia avrà molto da emendare al ricordo di questo Pontefice, troppe volte ingiustamente e inadeguatamente descritto per la sua fede in Gesù e per il genio spirituale con cui lo ha presentato e rappresentato al mondo

I quindici giorni che hanno cambiato la storia del papato

Immerso nella preghiera per testimoniare che "salire al monte" non è una ritirata o una fuga, ma un modo diverso per servire Dio, la Chiesa e il successore di Pietro. È l’immagine che connota Benedetto XVI a partire dall’11 febbraio 2013, data che per la prima volta nella storia della Chiesa ha introdotto la figura del Papa emerito - non ancora messa a punto dal diritto canonico - grazie alla sua decisione senza precedenti in questo secolo di rinunciare al pontificato. I quindici giorni intercorsi dall’annuncio delle dimissioni alla cessazione dell’esercizio del ministero petrino, con l’elicottero che dal Vaticano lo ha condotto nelle Ville Pontificie, restano incise nella memoria di tutti, per il loro contenuto altamente simbolica

Myanmar: appello di pace del card. Bo a tutte le parti del conflitto armato, “lasciate che le armi tacciano”

Un appello di pace all’esercito, alla Sac (la giunta militare attualmente al governo), al Governo di unità Nazionale (Nug) e alle Forze di Difesa popolare (Pdf). A lanciarlo è il card. Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon e presidente dei vescovi birmani, che dedica il suo messaggio di inizio anno per chiedere a tutti gli attori in campo nella crisi birmana di dichiarare di “comune accordo” “il mese di gennaio come il mese del cessate il fuoco”. 

Benedetto XVI: un maestro e un amico

Il nostro ultimo incontro risale al 6 ottobre 2014, presso il Monastero Mater Ecclesiae: gli ho consegnato i due volumi che raccoglievano i suoi articoli pubblicati su "Communio" e lui ha chiesto informazioni sui redattori che si erano succeduti. Soprattutto, ha insistito, bisogna ritornare alle fondamenta, in particolare alla redenzione e alla giustificazione. Ha concluso il nostro incontro, dopo circa mezz’ora, dicendomi: “Lavori, lavori, io prego per lei!”

Benedetto XVI: von der Leyen (Commissione Ue), “un servitore di Dio e della sua Chiesa”. Metsola (Parlamento), “l’Europa lo piange”

Dai rappresentanti delle istituzioni europee e dai politici Ue arrivano messaggi di cordoglio per la morte del Papa emerito Benedetto XVI. “La scomparsa di Papa Benedetto mi rattrista. La mia solidarietà va a tutti i cattolici. Con le sue dimissioni aveva dato un segnale forte. Si è visto prima come un servitore di Dio e della sua Chiesa. Una volta che la sua forza fisica è diminuita, ha continuato a servire attraverso il potere delle sue preghiere”.