Veglia di preghiera per la pace a Bari. Mons. Satriano: “Non restare indifferenti e tentare ogni strada possibile di dialogo”

"Dobbiamo praticare la preghiera di intercessione modellata su Cristo. È la preghiera del sofferente, oltraggiato e violato, che invoca il perdono e la riconciliazione. È una preghiera dal basso, che porta alla conversione personale e all'apertura verso il nemico". Lo afferma mons. Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto, nel giorno della Veglia di preghiera promossa dalla Cei e dall’arcidiocesi per la pace in Ucraina

Tradizione, innovazione e carità nel cammino verso il Natale

Un connubio di speranza e fiducia, in un periodo grave per la guerra, la crisi energetica, i problemi dei profughi e la crisi sociale, ha dato adito a una serie di proposte per l’Avvento, che sia in Austria sia in Germania, vanno sulla linea della tradizione storica come dell’innovazione tecnologica. Dai portali delle Conferenze episcopali agli ordini religiosi, alle associazioni cattoliche, è un susseguirsi di iniziative di spiritualità e riflessione.

Londra, a Farm Street porte aperte ai senzatetto. Gesuiti e volontari accolgono chi è nel bisogno

Ade Owusu-Ansah, 56 anni, una carriera di successo come manager, ha lasciato il lavoro e si dedica agli homeless della capitale britannica. "Oggi il sorriso delle persone che aiuto dà un nuovo significato alla mia vita", racconta al Sir. Un pasto caldo, il servizio docce, una buona parola. E qualche opportunità per trovare una nuova professione. "Alcune persone vogliono anche sfuggire alla solitudine, integrarsi, trovare un ambiente caldo e accogliente dove possano sentire di appartenere"

L’appello delle Chiese, “è emergenza umanitaria, non siano ignorati i timori di un nuovo genocidio”

Lettera delle Chiese cristiane al capo della politica estera dell'Unione europea Josep Borrell, perché intervenga e faccia il possibile per aiutare il popolo di etnia armena dell'Artsakh/Nagorno-Karabakh bloccato dagli azeri e tagliato fuori da vie di comunicazione e accesso al gas, proprio all'inizio dell'inverno. "In queste circostanze – scrivono i due organismi ecumenici -, i timori armeni di un nuovo genocidio contro di loro non possono essere ignorati, e il blocco dell'Artsakh/Nagorno-Karabakh è un contesto in cui tali timori sono notevolmente e comprensibilmente esacerbati".