In tante parrocchie, specialmente di periferia, la Chiesa è accanto alle persone e ai nuclei familiari più bisognosi anche attraverso un aiuto concreto come quello del pacco alimentare. Ci si è messo anche il caro energia, in questo ultimo periodo, ad aggravare una situazione già messa in crisi dal Covid, specialmente per chi sopravvive con una pensione minima o fatica ad arrivare alla fine del mese con un lavoro precario.
A nove mesi dall'inizio del conflitto, Papa Francesco scrive un'intensa appassionata lettera al popolo ucraino, assicurandogli la sua vicinanza "perché non ci si abitui alla guerra"
“Siamo grati al Santo Padre per questa lettera, indirizzata al popolo ucraino, che risponde al grido della popolazione stremata da una guerra ingiusta e insensata”.
Una delegazione di vescovi venezuelani e colombiani si è recata in visita alla frontiera tra Colombia e Panama, luogo di transito di migliaia di migranti irregolari, in continuo aumento, che cercano di attraversare la pericolosa selva del Darién per cercare di entrare negli Stati Uniti. Quest'anno è stato registrato un record di passaggi, oltre 200.000 tra gennaio ed ottobre, in maggioranza migranti venezuelani, tra cui decine di migliaia di bambini. Ad ottobre il governo Usa ha dichiarato di voler espellere in Messico chi entra nel Paese. Ne abbiamo parlato con monsignor José Luis Azuaje, arcivescovo di Maracaibo in Venezuela e presidente della Caritas America Latina e Caraibi.
Si è svolta il 5 novembre, a Roma, la 15esima Giornata dedicata ai volontari delle associazioni impegnate in progetti a favore della Terra Santa. Tra i relatori anche padre Ibrahim Alsabagh, francescano della Custodia di Terra Santa, per oltre 8 anni parroco di Aleppo, città martire del conflitto siriano, e da meno di un mese parroco di Nazareth. Il Sir ha raccolto la sua testimonianza.
La desolazione ci disinganna, inducendoci a non confondere la relazione con le gratificazioni, e a non farci fondare le scelte sul sentire del momento. Perché se è vero che ogni sì autentico a Dio risuona di una consolazione senza causa, di una gioia che il mondo non sa e non può dare, è ancor più vero che tale consolazione si rivela autentica proprio perché la sua memoria ci sorregge anche nel deserto e sulla croce, e non viene cancellata, ma anzi convalidata, da tutto quello che la sensualità carnale, con le sue consolazioni artificiali, rifugge
Papa Francesco ha dedicato l'udienza di oggi alla consolazione spirituale, "luce dell'anima". Al termine, l'augurio che i mondiali in Qatar favoriscano "la fraternità e la pace tra i popoli" e l'ennesimo appello per il popolo ucraino.
“L’immagine della porta è sempre molto suggestiva. Attraversandola si entra in un ambiente, conosciuto o ignoto, oppure si esce da un posto per recarsi altrove. Come non pensare alle parole di Papa Francesco al Dicastero per la comunicazione? ‘Non c’è comunicazione – ha detto – in una sola direzione: va e torna, va e torna. E in questo anche si cresce’.
Dalle Filippine al Venezuela, passando per Gibuti e la Somalia, l’Armenia, la Siria. Sono solo alcune delle tante crisi dimenticate nel mondo, a causa dei cambiamenti climatici, della siccità e carestia, dei conflitti, che sono stati al centro dell’attenzione oggi durante una conferenza stampa nell’ambito della conferenza di Caritas internationalis che si conclude oggi a Roma.