Papa Francesco in Bahrein. Mons. Hinder (vicario Arabia): “Sappiamo di non essere dimenticati”

“Stiamo aspettando Papa Francesco con gioia e con enorme soddisfazione. Sappiamo di non essere dimenticati”. Così mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell'Arabia del Nord (Bahrein, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita) descrive al Sir l'attesa dei cristiani e dei cattolici locali per il viaggio di Papa Francesco in Bahrein, dal 3 al 6 novembre. Nel piccolo Regno vive la più antica comunità cristiana della penisola arabica

Pace: card. Zuppi, “uccidere un uomo significa uccidere un mondo intero”. “Impedire la logica del riarmo”

“Uccidere un uomo significa uccidere un mondo intero”. E allora quanti “mondi dobbiamo vedere uccisi per fermarci?” “Quante volte devono volare le palle di cannone prima che siano bandite per sempre?”. “Quante orecchie deve avere un uomo prima che possa sentire la gente piangere?”. “Quante morti ci vorranno finché non lo saprà che troppe persone sono morte?”. “Quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare?”. 

“Alza gli occhi e guarda lontano”, il convegno nazionale dei giovani del Meg

Si è svolto a Frascati, nel lungo week end festivo tra il 29 ottobre e Ognissanti, il convegno nazionale del Movimento eucaristico giovanile (Meg): sezione giovanile della rete mondiale di preghiera del Sommo Pontefice (già apostolato della preghiera). Erano 570 i partecipanti, dalle scuole medie all’università, provenienti anche dalle comunità Meg dell’Albania, di Malta e di Bruxelles, che si sono ritrovati da tutta Italia presso il “Centro Papa Giovanni XXIII” della cittadina dei Castelli Romani. Il tema del convegno era “Alza gli occhi e guarda lontano”: i lavori hanno ufficialmente dato il via all’anno sociale 2022/2023, dedicato alla ”Missione e Speranza”.

Due novembre: mons. Marcianò (Ordinario militare), “anche i morti in guerra hanno un volto”

In vista della Commemorazione dei Defunti del 2 novembre, pubblichiamo una riflessione dell’arcivescovo Ordinario militare per l’Italia, mons. Santo Marcianò. Riflessione che giunge ancora più attuale visto che la festa dei defunti di quest’anno cade in un tempo segnato dal ritorno della guerra sul suolo europeo. Il conflitto scoppiato, il 24 febbraio scorso, dopo l’aggressione russa all’Ucraina, va così ad aggiungersi alle tante guerre in corso nel mondo. È in queste guerre, scrive mons. Marcianò, che “la ‘dissolvenza dei volti’ è forse più marcata e i morti sono più spesso vittime inconsapevoli e deboli”, militari, bambini, anziani, “uomini e donne colpiti nella quotidianità”

L’incontro dei giovani di Ac: “Questo non è il tempo della paura, è il tempo in cui rimboccarci le maniche”

Sono rientrati a casa con la consapevolezza di aver vissuto l’inizio di un grande processo di discernimento che li vedrà impegnati a trovare nuove strade attraverso le quali i giovani possano incontrare il Signore Risorto nell’ordinario delle proprie esistenze. Lo scorso fine settimana i duemila responsabili parrocchiali e diocesani del settore giovani dell’Azione cattolica italiana hanno preso parte a Roma a tre intense giornate di preghiera, formazione e fraternità.