Quale popolo può lodare un Dio che ha desiderio di ascoltarlo, a cui può aprire il cuore con questa confidenza figliale che può permettersi di non nascondergli niente?
Non usa giri di parole il vescovo di Innsbruck, mons. Hermann Glettler, sul suo profilo Ig, dove esprime con chiarezza la sua contrarietà alla tendopoli montata frettolosamente ad Absam per accogliere i profughi ucraini.
“Un infaticabile intercessore”. Così don Armando Matteo definisce il cardinale Martini, della cui lezione, a dieci anni dalla morte, ripercorre l’attualità. “Non è possibile desiderare di lasciare a chi verrà dopo di noi, nelle terre del benessere, l’eredità di una chiesa della stanchezza e della stanchezza di una Chiesa”
In questi giorni il duomo di Salamanca ospita l’esposizione “The Mystery Man”, la prima ricostruzione iperrealistica del corpo di Cristo sulla base dei dati ricavati dalla Sindone di Torino. La scultura, realizzata in lattice e silicone, pesa circa 75 kg e la postura è del Cristo defunto in rigor mortis. Le gambe sono leggermente piegate, le mani incrociate a livello del pube. Non sono stati omessi particolari nella figura. L’intero corpo dell’uomo sulla Sindone è visibile, compresa la circoncisione. Anche i capelli utilizzati sono umani. Quando ci si avvicina alla figura si possono osservare ogni poro della pelle, lentiggini, ciglia e sopracciglia
“Questo è molto importante: imparare attraverso l’esperienza che nella Chiesa siamo tutti fratelli per il Battesimo; che tutti siamo protagonisti e responsabili; che abbiamo doni diversi e tutti per il bene della comunità; che la vita è vocazione, seguire Gesù; che la fede è un dono da donare, da testimoniare”.
La Conferenza episcopale del Cile ha partecipato, insieme ad altre confessioni religiose, all’incontro svoltosi giovedì 27 ottobre nella sede del Congresso di Santiago, convocato dai presidenti di entrambe le Camere del Parlamento, nell’ambito dei colloqui in corso per dare seguito al processo costituente, dopo che il recente plebiscito ha bocciato la proposta di nuova Costituzione.
Missionario nel mondo per promuovere la missionarietà ed essere vicino alle comunità armene sconvolte dal genocidio del 1915. È uno degli aspetti di Gregorio Pietro XV Agagianian, cardinale di Santa Romana Chiesa, Catholicos Patriarca di Cilicia degli Armeni cattolici, emerso questa mattina, 28 ottobre, nel corso della sessione di apertura dell’inchiesta diocesana sulla vita, le virtù eroiche e la fama di santità e di segni del Servo di Dio. La cerimonia, nel giorno in cui la Chiesa celebra san Giuda Taddeo, primo catholicos di tutti gli armeni, si è svolta nell’abside della basilica di San Giovanni in Laterano dove era stato collocato un grande ritratto del Servo di Dio che spese tutta la sua vita affinché il Vangelo raggiungesse i confini del mondo
“Come realtà del mondo cattolico italiano e dei movimenti ecumenici e nonviolenti a base spirituale, vogliamo unire la nostra voce a quella di Papa Francesco per chiedere un impegno più determinato nella ricerca della pace. Affidarsi esclusivamente alla logica delle armi rappresenta il fallimento della politica”.