“Le polarizzazioni non vanno bene dappertutto, perché schierarsi non fa capire”. Così il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha risposto alle domande dei giornalisti sulle prossime elezioni e sul ruolo dei cattolici in politica.
Una messa nella casa-madre di Calcutta, in India, dove è morta ed è sepolta Santa Teresa di Calcutta, è stata celebrata oggi dall’arcivescovo Thomas D’Souza, alla presenza di tutte le religiose della casa, per ricordarne i 25 anni dalla morte.
Venticinque anni fa, venerdì 5 settembre 1997, Madre Teresa, la suora dei più poveri tra i poveri, moriva a Calcutta circondata dall’affetto delle “sue” Missionarie della Carità, le religiose della congregazione da lei fondata nel 1950. Premio Nobel per la Pace nel 1979, beatificata il 19 ottobre 2003 da Giovanni Paolo II, al quale era unita da affetto e stima fraterna, canonizzata da Papa Francesco il 4 settembre 2016 durante il Giubileo della Misericordia, la Madre, come tutt’ora la chiamano le sue suore, si è chinata su tutte le sofferenze dell’uomo condividendo la quotidianità di ogni povero che incontrava, facendosi ultima tra gli ultimi
“L’attualità del suo messaggio sta nel mostrare a tutti una santità serena, gioiosa ed umile che diventa attraente per il popolo cristiano proprio perché concreta e autentica. Una santità accessibile a tutti e alla portata di tutti, che piace e rasserena il cuore”. Descrive così, il cardinale Beniamino Stella, prefetto emerito della Congregazione per il Clero, il senso e il cuore della vita del nuovo beato Albino Luciani.
“Considerando il numero imprecisato di morti e feriti, le distruzioni di interi quartieri e villaggi, e delle principali infrastrutture, tra cui anche quelle ospedaliere, viene spontaneo chiedersi: ‘Chi potrà ora guarirti, Siria?’. Quella siriana, a detta degli osservatori internazionali, rimane una delle più gravi crisi nel mondo, con distruzioni, crescenti bisogni umanitari, collasso socio-economico, povertà e fame a livelli gravissimi”.
“L’Italia deve credere nel proprio futuro e la politica deve aiutare questa grande idealità con la stessa passione e con lo stesso senso di interesse nazionale ed europeo che animò quella generazione che ci ha consegnato il Paese”.