La vicenda personale e famigliare di Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, coniugi e genitori cristiani, si caratterizza per l’esemplarità attraverso cui seppero condividere ed esprimere l’amore di Cristo traducendolo in sensibilità, accoglienza, impegno, generosità e fedeltà senza limiti per servire e promuovere - innanzitutto nei figli - il dono della vita. Luigi e Maria vissero il loro matrimonio come un cammino verso Dio. Tra le gioie e le preoccupazioni di una famiglia normale, realizzarono un'esistenza straordinariamente ricca di spiritualità. Da qui la famiglia diventa culla della vita, luogo in cui i figli possano crescere e imparare l’alfabeto della vita. Vite dedicate a Dio, come quella della figlia, la Serva di Dio Enrichetta, di cui è in corso il processo di Beatificazione e Canonizzazione. Amava definirsi il “mestolino” di Dio, paragonandosi cioè ad un umilissimo strumento domestico grazie al quale però, le è stato possibile “distribuire ai poveri e agli affamati quanto essa stessa prelevava dall’abbondante mensa divina, facendo rifulgere tra i giovani l’ideale della santità” (A. M. Cànopi).
Quarant'anni fa, il 13 maggio 1981, Giovanni Paolo II fu gravemente ferito in piazza San Pietro da Ali Agca. Rimangono tuttora nell'ombra i veri mandanti dell'attentato. L’arcivescovo emerito di Cracovia, e già segretario particolare del pontefice, racconta al Sir quei momenti: gli spari, i timori per la vita del Papa, la corsa all'ospedale. E l'affidamento alla Madonna di Fatima
Il libro. Antonio Preziosi, direttore di Rai Parlamento, ricostruisce in Il papa doveva morire il grande peso dell’agguato di Alì Agca a Giovanni Paolo II del 13 maggio 1981 nel corso del lungo pontificato del papa polacco. Il legame con Fatima, la Divina Misericordia
Papa Francesco ha cominciato l'udienza di oggi, tornata a svolgersi in presenza nel Cortile di San Damaso, ringraziando tutti i presenti: "Sono contento di riprendere questo incontro faccia a faccia". Al termine della catechesi, dedicata alla preghiera come combattimento spirituale, il ricordo del 40° anniversario dell'attentato a Giovanni Paolo II e l'affidamento alla Madonna di Fatima, per chiedere la fine della pandemia
Due “rimedi della nonna” per curare le relazioni malate: “l’arte del buon vicinato” e “la sapienza della conversazione”. Ad indicarli è l’arcivescovo di Milano Mario Delpini, nel suo intervento alla sessione odierna del XXII Convegno nazionale di pastorale della salute “Gustare la vita, curare le relazioni”, promosso fino a domani dal relativo Ufficio Cei.
Il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, ha ricevuto nel pomeriggio di oggi, presso la sede della Cei, i segretari generali della Cgil e della Cisl, rispettivamente Maurizio Landini e Luigi Sbarra, e il segretario organizzativo della Uil, Emanuele Ronzoni.
Per Papa Francesco, la presenza del catechista è "ancora più urgente, in una cultura globalizzata". È il punto di partenza del Motu Proprio "Antiquum ministerium", che istituisce il ministero del catechista. "Senza nulla togliere alla missione del vescovo di essere il primo catechista nella sua diocesi insieme al presbiterio che con li condivide la stessa cura pastorale, e alla responsabilità peculiare dei genitori riguardo la formazione cristiana dei loro figli - scrive il Papa - è necessario riconoscere la presenza di laici e laiche che in forza del loro battesimo si sentono chiamati a collaborare nel servizio della catechesi"
“L’attenzione riservata da Papa Francesco alla figura del catechista ha accompagnato, sin dall’inizio, il suo Pontificato. Questo Motu proprio ribadisce e sostiene la riflessione su una prospettiva ben precisa di Chiesa che vive in pienezza la ministerialità come un dono”.