Nella seconda catechesi dedicata alla preghiera trinitaria, Papa Francesco ha invitato a "chiamare lo Spirito, continuamente" perché ci aiuti ad amare e ad "avere un atteggiamento di speranza"
La risposta agli atti intimidatori subiti nei giorni scorsi dalla Comunità Progetto Sud è il volto dei sei anziani che vivono nella casa famiglia “Dopo di noi” dell'opera “Pensieri e parole” sorta sul bene confiscato al clan Torcasio. Nei loro occhi, la gioia di vivere un'esperienza di famiglia. Le giovani operatrici sono un po' come le mamme, li guidano, li proteggono, li aiutano nelle attività quotidiane. Diversi gli episodi intimidatori che recentemente hanno colpito la Comunità Progetto Sud. Il fondatore e presidente don Giacomo Panizza, un pioniere dell'accoglienza e dell'impegno sociale sul turbolento territorio lamentino, ci accoglie nella sala Sintonia della Comunità: “Ieri abbiamo fatto il resoconto degli ultimi nove giorni perché stavano accadendo alcune cose, anche al di là di quanto abbiamo comunicato, sulle quali ci sono indagini. In questi giorni, hanno preso di mira i dipendenti, donne e uomini che lavorano da noi. Così, invece di intimorirli attraverso me, hanno fatto direttamente a loro”
Vicino ai malati fino alla fine e al fianco degli operatori sanitari per sostenerli spiritualmente nel loro difficile lavoro. Questa la delicata “missione” svolta da don Marco Galante, 46 anni, amministratore di quattro parrocchie ai piedi dei Colli Euganei (San Giacomo, Ca’ Oddo, Schiavonia e Marendole) e da sei anni cappellano nel presidio di Monselice dell’Ulss 6 Euganea. Don Marco ha visto con i suoi occhi le conseguenze della pandemia, vivendo nell’ospedale di Schiavonia, primo Covid Hospital del Veneto e d’Italia, in provincia di Padova, dove il 21 febbraio 2020 morì la vittima numero uno del coronavirus. “È stata un’esperienza dura, impegnativa – sottolinea don Marco Galante –. A volte subentra anche un senso di impotenza, come quando un paziente ti chiede un po’ d’aria e non sai come aiutarlo”. Don Galante ed altri 34 mila sacerdoti in tutta Italia hanno bisogno di essere aiutati nel compiere la loro missione attraverso una offerta per il sostentamento dei sacerdoti. Direttamente dal sito www.insiemeaisacerdoti.it
In vista della Giornata dei missionari martiri del 24 marzo, la Fondazione Missio, con Luci nel mondo, ha prodotto un lungo documentario con una serie di interviste a padre Maccalli, ostaggio di terroristi per due anni in Niger, e ad altri quattro suoi confratelli. "La Chiesa parla a partire dalla sua povertà", dice padre Girotto. Padre Camorani racconta "la missione di un Dio nomade", mentre padre Bazzara parla del rapporto con il mondo musulmano
“Il tempo della responsabilità non è terminato. La Chiesa che è in Italia saprà dare un ulteriore segno concreto di prossimità. Con la campagna vaccinale, infatti, abbiamo la possibilità tangibile di fornire un nuovo contributo di carità”.
L’innalzamento della croce è un atto che richiede reciprocità, l’uomo è chiamato a cooperare attivamente al piano della salvezza. Come il Padre innalza il Figlio per la salvezza del mondo, così noi dobbiamo guardare a Lui e innalzarlo nella nostra vita