“È da evitare che alcuni Paesi ricevano il vaccino molto in ritardo a causa di una riduzione di disponibilità dovuta all’acquisto previo di ingenti quantitativi da parte degli Stati più ricchi”.
"Vedo entrambi gli aspetti: una grandissima preoccupazione per il futuro, ma anche una generosità e una capacità a vivere queste restrizioni in uno spirito di solidarietà". La speranza - dice in questa intervista fr. Alois, priore della comunità ecumenica di Taizé - non è "fiducia ingenua" ma "un invito a cambiare il nostro modo di vedere, a far rinascere quella fiducia, radicata in noi". Con questo "spirito", l'incontro europeo dei giovani animato dalla comunità di Taizé si svolgerà quest'anno, per la prima volta nella storia, online dal 27 dicembre 2020 al 1° gennaio 2021. I giovani potranno seguirlo attraverso una piattaforma digitale dove possono partecipare a workshop, momenti di preghiera e meditazione. La sfida più grande? "Resistere alla tentazione del ciascuno per sé". "Siamo un'unica famiglia umana" e "abbiamo bisogno gli uni degli altri"
Il patriarca caldeo di Baghdad, card. Louis Raphael Sako, delinea al Sir gli ultimi sviluppi del programma della visita di Papa Francesco in Iraq. Oltre alle visite, già annunciate, a Baghdad, a Ur dei caldei, Mosul, Qaraqosh e Erbil (qui la messa si celebrerà in uno stadio), il Papa potrebbe visitare Najaf, città santa degli sciiti e incontrare la guida spirituale Ali Al-Sistani. I due potrebbero firmare il documento di Abu Dhabi. Nel logo della visita il versetto del Vangelo di Matteo "Voi siete tutti fratelli".
“Il Figlio di Dio ha voluto aver bisogno, come tutti i bambini, del calore di una famiglia. Proprio per questo, quella di Nazaret è la famiglia-modello, in cui tutte le famiglie del mondo possono trovare il loro sicuro punto di riferimento e una sicura ispirazione”.
Per Papa Francesco, lo spreco alimentare è uno dei segni nefasti della "cultura dello scarto", che mette in pericolo il destino stesso del pianeta, aumentando le disuguaglianze tra chi nel mondo ha troppo e chi invece troppo poco. Ecco una "rassegna" su questo tema, sulla scorta della Fratelli tutti e della Laudato si' e delle visite alla sede della Fao. Un anno fa, la Conferenza promossa dalla Pontificia Accademia delle Scienze
“Il Signore desidera che facciamo della vita un’opera straordinaria attraverso i gesti ordinari, i gesti di ogni giorno. Lì dove viviamo, in famiglia, al lavoro, ovunque, siamo chiamati a essere testimoni di Gesù, anche solo donando la luce di un sorriso, luce che non è nostra: è di Gesù, e anche solo fuggendo le ombre delle chiacchiere e dei pettegolezzi. E poi, quando vediamo qualcosa che non va, al posto di criticare, sparlare e lamentarci, preghiamo per chi ha sbagliato e per quella situazione difficile”.
“Non siate tra quelli che seminano la disperazione e generano una diffidenza costante, questo neutralizzerebbe la forza della speranza che ci viene offerta dallo Spirito di Cristo risorto. Al contrario, lasciatevi abitare da questa speranza. Vi darà il coraggio di seguire Cristo e di lavorare con e per i più svantaggiati, in particolare quelli che faticano ad affrontare le difficoltà del tempo presente”.
“In questo momento storico, segnato dalla crisi ecologica e da gravi squilibri economici e sociali, aggravati dalla pandemia del coronavirus, abbiamo più che mai bisogno di fraternità. E Dio ce la offre donandoci il suo Figlio Gesù: non una fraternità fatta di belle parole, di ideali astratti, di vaghi sentimenti… No. Una fraternità basata sull’amore reale, capace di incontrare l’altro diverso da me, di con-patire le sue sofferenze, di avvicinarsi e prendersene cura anche se non è della mia famiglia, della mia etnia, della mia religione; è diverso da me ma è mio fratello, è mia sorella. E questo vale anche nei rapporti tra i popoli e le nazioni”.