Quella di don Roberto è stata “una vita consumata fino al dono totale di sé”. Lo ha affermato questa mattina il vescovo di Como, mons. Oscar Cantoni, nell’omelia della messa in suffragio di don Roberto Malgesini, il sacerdote ucciso in città lo scorso 15 settembre.
Una fede autentica che il vescovo Oscar Cantoni ha richiamato all’inizio dell’omelia pronunciata nella piccola chiesa di Sant’Ambrogio dove i funerali - sobri ed essenziali come era don Roberto - si sono tenuti per volere della famiglia: “Per la risurrezione del Signore noi crediamo che anche l’anima di don Roberto, uomo giusto e mite, è nelle mani di Dio e se anche la sua fine è ritenuta una sciagura, egli vive nella pace, martire della misericordia”
“Ripeto che sarebbe triste se nel fornire il vaccino si desse la priorità ai più ricchi, o se questo vaccino diventasse proprietà di questa o quella Nazione, e non fosse più per tutti. Dovrà essere universale, per tutti”.
“Dopo il lockdown, ci stiamo rendendo conto che davvero niente è più come prima…Ora cadono gli alibi, ma cresce la nostra responsabilità diretta che deve regolare il rapporto tra ognuno di noi e la comunità, tenendo conto che il Covid-19 è sempre in agguato e che altri virus infestano, non da oggi, la vita quotidiana di Napoli e del suo territorio”.
La diocesi di Como ha annunciato, pochi minuti fa, i dettagli circa le esequie di don Roberto Malgesini, il sacerdote ucciso a Como il 15 settembre scorso.
"Le nuove linee guida ministeriali per l'assunzione della Ru486 lasciano la donna ancora più sola e deresponsabilizzano i maschi". Di questo è convinto il parroco di Caivano, il quale, grazie a una rete di volontari, è riuscito ad aiutare tante donne che, altrimenti, avrebbero abortito per mancanza di mezzi con cui sfamare un'altra bocca. "La mia gioia più grande è quando battezzo uno di questi piccoli", confida il sacerdote. E, in un'estate segnata da tanti episodi di violenza che hanno portato a morti tragiche, dal piccolo Evan, in Sicilia, alla neonata gettata dalla finestra, in provincia di Salerno, fino alla barbara uccisione di Willy, a Colleferro, don Patriciello riflette su come oggi la banalità del male finisca per banalizzare la vita
Presentato questa mattina il documento sull’identità dell’hospice cattolico e di ispirazione cristiana, elaborato dallo specifico Tavolo di lavoro costituito presso l’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei. Cure palliative, ma non solo. L'hospice cattolico, si legge, "è un luogo che apre alla speranza". Parole d’ordine accoglienza, amorevolezza, condivisione, competenza, dignità della persona e sacralità della vita