Nel 2020 ricorre il 70° anniversario della Convenzione europea dei diritti umani, “vera pietra angolare per la protezione delle persone da ogni violazione dei diritti umani”, ma anche strumento che ha contribuito a “forgiare una identità europea basata su valori condivisi che trascendono le diversità culturali”.
L'Istituto per la ricerca applicato, lo sviluppo e la formazione continua della Università cattolica di Friburgo ha raccolto dati sul volontariato della Caritas tedesca a partire dal luglio 2017. Circa 22 milioni sono state le ore di assistenza volontaria fornite con coinvolgimento regolare, oltre due milioni di ore in progetti a tempo e 100mila ore di impegno occasionale
Cosa ha da dire la "spogliazione" di San Francesco agli uomini e ai giovani di oggi? E' quello su cui indaga il volume "Francesco e la spogliazione". “Arriva un momento nella vita di una persona in cui bisogna fare delle scelte che per loro natura ci mettono a nudo”, scrive don Luigi Maria Epicopo nella prefazione
“Se perdiamo il senso dell’adorazione, perdiamo il senso di marcia della vita cristiana, che è un cammino verso il Signore, non verso di noi. È il rischio da cui ci mette in guardia il Vangelo, presentando, accanto ai Magi, dei personaggi che non riescono ad adorare”.
“Non dobbiamo cercare le vocazioni solo tra i giovani che ci sono affidati, ma dobbiamo diventare una Chiesa missionaria, dove possiamo incontrare i ragazzi che non conoscono la religione. Andare da loro e aiutarli a discernere che Dio li chiama. E forse anche tra loro ci saranno i futuri santi e sante”.
“Papa Francesco richiama ancora una volta la differenza cruciale tra cura e guarigione, dove la prima va assicurata a ciascun essere umano anche se inguaribile”. Lo afferma Alberto Gambino, presidente di Scienza & Vita, a commento del messaggio di Papa Francesco in vista della Giornata mondiale del malato dell’11 febbraio.
“Le parole della fede in questo tempo hanno bisogno di un’opera di restauro capace di coniugare uno splendore antico e nuovo. Spesso annunciamo la vocazione alla vita nuova come una vita felice. Il rischio, però, è di pensare ad essa come un’esistenza ‘altra’, luminosa, senza difficoltà. La felicità del Vangelo è, invece, la presenza del Signore che attraversa il quotidiano e che è fatta di esperienze buone, faticose, che sono ciò che sostiene tutta l’armonia della vita”.
“Il vostro agire sia costantemente proteso alla dignità e alla vita della persona, senza alcun cedimento ad atti di natura eutanasica, di suicidio assistito o soppressione della vita, nemmeno quando lo stato della malattia è irreversibile”.
“Riconoscere la realtà; vocazione e profezia; la preghiera; la carità; il dialogo ecumenico e la parresia”: sono questi alcuni dei percorsi possibili per “annunciare il dialogo e la pace in maniera seria, senza retorica, concretamente e rimanendo allo stesso tempo credibili”.