La celebrazione del Natale in Siria, tra speranza e preoccupazioni. Chiese piene, vigilate dalle forze dell'ordine, e gesti di bene, ovunque, musulmani che hanno offerto fiori per gli altari, che hanno aiutato a rimettere a posto delle chiese danneggiate ad Hama, giovani che hanno allestito l'albero di Natale incendiato. Il racconto del parroco di Aleppo, padre Bahjat Karakach
“I detenuti sperano che in questo Anno giubilare ci sia un condono, un’amnistia, un indulto: il nostro augurio è che le pene possano essere ridotte, che tutti gli Stati del mondo possano tendere una mano a coloro che hanno sbagliato cercando di offrire una speranza concreta, come il condono della pena”, dice al Sir l’ispettore generale dei cappellani
Giovedì 26 dicembre Papa Francesco apre la Porta Santa nella Casa circondariale di Rebibbia. Un evento che vuole rappresentare un gesto simbolico proprio per rimarcare il tema dell’anno giubilare “Pellegrini di speranza”, parola centrale del percorso di rieducazione dei carcerati, perché possano credere nella possibilità di riscatto da un passato pesante e pieno di sofferenza. Il Sir ha incontrato padre Lucio Boldrin, cappellano nel carcere di Rebibbia e delegato regionale per le carceri del Lazio, per parlare della scelta di Bergoglio e del suo atteggiamento misericordioso nel riconoscere la possibilità che ogni individuo possa ricevere la grazia di Dio, che perdona ogni errore commesso
“Tacciano le armi nella martoriata Ucraina! Si abbia l’audacia di aprire la porta al negoziato e a gesti di dialogo e incontro, per arrivare a una pace giusta e duratura”.
La grazia di Dio è apparsa, si è fatta non solo visibile, ma amabile, adorabile. Ci porta la salvezza non magicamente, non facendo sparire in un attimo i mali che da sempre ci affliggono, ma sollecitando la nostra conversione, facendo nascere in noi desideri nuovi e diversi che cambiano la direzione della nostra vita
Oggi festa di santo Stefano, protomartire, la Chiesa ricorda tutti coloro che sono stati uccisi in odio alla fede. Il 20 ottobre scorso Papa Francesco ha canonizzato i “Martiri di Damasco”, otto frati francescani della Custodia di Terra Santa e tre laici maroniti. Padre Jallouf, vicario apostolico di Aleppo, tratteggia l'attualità del loro martirio anche alla luce degli ultimi sviluppi in Siria
“Fratelli e sorelle non abbiate paura! La Porta è aperta, è spalancata! Venite! Lasciamoci riconciliare con Dio, e allora saremo riconciliati con noi stessi e potremo riconciliarci tra di noi, anche con i nostri nemici”.