“In questa tremenda guerra, non ci sono solo tanti prigionieri, da tutte le parti, che hanno bisogno di rivedere la luce della libertà. Allargando lo sguardo su tutti noi, penso che in un modo o nell’altro, siamo tutti prigionieri di questa guerra e delle sue conseguenze. Odio, rancore e paura ci tengono bloccati nelle relazioni, nella fiducia l’uno nell’altro”.
Un episodio emblematico che ci permette di sperimentare la piena umanità della famiglia di Nazareth in una situazione di tensione e, nello stesso tempo, un modello di comportamento virtuoso nel difficile compito educativo
Mons. Maksym Ryabukha (vescovo di Donetsk): “Il grande Giubileo della speranza è un segno della presenza di Dio nei passi della vita del suo popolo. Dio è con noi. Lo si coglie stando a fianco delle persone, sentendo la gioia profonda dei loro cuori, la capacità di meravigliarsi della vita nonostante sia stata profondamente ferita dalla guerra, di sognare un futuro nonostante le incertezze del presente, di compiere passi in avanti anche se sembrano montagne, ma soprattutto di condividere ciò che si ha, di voler bene, aiutare gli altri. Sono i piccoli gesti che mostrano la grande realtà del Divino mezzo a noi”.
Si apre oggi a Nazareth, il 29 dicembre, con una messa celebrata da tutti gli Ordinari cattolici di Terra Santa, il Giubileo della Speranza. Anche in Terra Santa i pellegrini potranno ottenere l'indulgenza facendo visita ad almeno una basilica tra quelle del Santo Sepolcro a Gerusalemme, della Natività a Betlemme e dell’Annunciazione a Nazareth. Di questo importante evento ne abbiamo parlato con il Custode di Terra Santa, padre Patton.
“Essere per ogni fratello e sorella un segno concreto di speranza, aprendo la porta del nostro cuore attraverso scelte di misericordia, bontà e giustizia”.
Domenica 29 dicembre, a Nazareth, con una messa nella basilica dell’Annunciazione, presieduta dal patriarca di Gerusalemme, card. Pizzaballa, avrà luogo l'apertura del Giubileo in Terra Santa. In vista di questo evento, oggi a Gerusalemme, l'Assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa ha diffuso un messaggio rivolto ai fedeli. A questi ultimi viene proposto il pellegrinaggio a Nazareth (basilica dell’Annunciazione), Betlemme (basilica della Natività) e Gerusalemme (basilica del Santo Sepolcro-Anastasi). Ma soprattutto viene chiesto di "ritrovare la speranza" nel difficile contesto della Terra Santa
La comunità dei cittadini e delle cittadine italiane residenti all’estero oggi è composta da oltre 6 milioni e 134mila persone. Una comunità che ormai da anni rappresenta “l’unica Italia a crescere continua ad essere soltanto quella che ha scelto l’estero per vivere”. A confermarlo, l’ultimo Rapporto "Italiani nel Mondo". Sono oltre 3milioni e 300mila i residenti in Europa mentre la nazione con più cittadini italiani è l’Argentina seguita da Germania e Svizzera. In tutte le diocesi del mondo il 29 dicembre si apre il Giubileo: un “Giubileo di aperanza” e “riconciliazione” anche per i migranti italiani che in vari modi si sanno preparando a viverlo
Quando si parla di Giubileo è immediato il collegamento alla Porta Santa, che ne rappresenta uno dei simboli centrali, infatti attraversando quel varco i pellegrini vogliono compiere un gesto simbolico di passaggio dal peccato alla grazia di Dio. Vediamo insieme le diverse Porte Sante delle basiliche papali di Roma, cioè quelle che vengono smurate con un apposito rito solo prima dell’apertura del Giubileo e chiuse con mattoni e cemento al termine: San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura