Riconoscimenti: Pax Christi International, “Premio per la pace” a suor Gladis Montesinos e a Joselyne Colas

Onorare il lavoro di coloro che difendono la vita. Con questo criterio, Pax Christi International, nell’ambito della Cop16 ha assegnato il suo “Premio per la pace” a una suora peruviana e a una laica haitiana per l’edizione 2024. Si tratta di suor Gladis Montesinos, missionaria carmelitana peruviana dedicata agli Tsimanes in Bolivia, e di Joselyne Colas, direttrice della Commissione episcopale per la giustizia e la pace di Haiti.

Alluvioni a Valencia: l’arcivescovo Benavent mette a disposizione mezzi e strutture nelle parrocchie delle zone più colpite

“Grande preoccupazione e speranza che le vittime e i dispersi siano ritrovati sani e salvi” è espressa oggi dall’arcivescovo di Valencia Enrique Benavent, in merito alle disastrose alluvioni che hanno colpito la provincia valenciana, in Spagna. Secondo gli ultimi dati forniti dal Centro di coordinamento delle emergenze della Generalitat valenciana, i morti sono 62.

Missionari in Perù, tra foreste spettacolari e narcotraffico

La presenza dei missionari nel Paese latino-americano. Le testimonianze da Pucallpa di don Luca Zanta, fidei donum di Milano, e di padre Massimo Mattarrucchi, di Operazione Mato Grosso. Tutto ha inizio con la vicenda di don Luigi Bolla, missionario salesiano nel secolo scorso, ribattezzato Yankuam dagli indigeni Achuar. Un video ne racconta la testimonianza evangelica

Mons. Olivero (Cei), “collaborare nella differenza, per essere nelle società fermento di pace”

Oggi, 28 ottobre, si entra nel 60° anniversario della Dichiarazione Nostra Aetate del Concilio Ecumenico Vaticano II, promulgata da Papa Paolo VI il 28 ottobre 1965. Lo ha ricordato ieri all’Angelus Papa Francesco. “Soprattutto in questi tempi di grandi sofferenze e tensioni – ha detto -, incoraggio quanti sono impegnati a livello locale per il dialogo e per la pace”. Mons. Olivero, presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo: “Conoscenza, stima e riconoscimento dell'altro. Sono questi i presupposti del dialogo perché aprono alla collaborazione nella differenza. Se noi come uomini e donne di religioni diverse, impariamo a rispettarci e a collaborare nella differenza e nonostante le differenze, sicuramente saremo nelle società in cui viviamo, un grande fermento di pace”.