“Non possiamo prescindere dall’emergenza sanitaria e dai volti di coloro che stanno soffrendo a causa del Covid e dell’inquinamento ambientale: la ‘minaccia’ del virus e quella dell’inquinamento sono connesse, anche per le conseguenze economiche e, quindi, sul lavoro”, dice l’arcivescovo di Taranto al Sir
I "nazionalismi chiusi e aggressivi" e "l'individualismo radicale", specialmente in tempo di pandemia, frantumano il "noi", scrive Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, in cui lancia un appello per una Chiesa "sempre più inclusiva", capace di abbattere muri e costruire ponti. Per sognare insieme "un futuro a colori"
“La malavita organizzata – la possiamo chiamare mafia, camorra, stidda – non è una criminalità comune ma è un’organizzazione feroce e, al tempo stesso, una forma di ateismo che si colora di tinte neopagane e di blasfeme citazioni cristiane”.
Si troveranno il prossimo 3 luglio a Padova tutti i delegati del Nord Italia che parteciperanno alla 49a Settimana sociale dei cattolici per confrontarsi sul tema “La transizione ecologica: il contributo del mondo delle imprese e del lavoro”, che porterà alla stesura dei cosiddetti position paper, i saggi contenenti le opinioni dei relatori da presentare alla plenaria a Taranto dal 21 al 24 ottobre sul tema “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro”.
A cinquant’anni dalla morte, Tencarola ricorda don Angelo Bertolin, il parroco che costruì la chiesa, rimasto nella memoria per la sua profonda carica umana
“La preghiera del Rosario di oggi ci unisce a tutto il mondo in un momento tanto difficile per il Brasile, ma ci mostra l’amore speciale di questo popolo per il santuario nazionale di Aparecida, dal Papa visitato nel 2013. Nei mesi scorsi ha telefonato personalmente all’arcivescovo. Siamo tanto contenti, pur nell’attuale situazione difficile, di esser oggi così vicini a Papa Francesco”.
La scorsa domenica del Buon Pastore è stata segnata da un altro tragico episodio di violenza. Sabato notte 24 aprile Nadia De Munari, missionaria laica dell’Operazione Mato Grosso, 50 anni, originaria di Giavenale di Schio è morta all’ospedale di Lima dopo l’aggressione subita la notte del martedì 20 aprile a Nuevo Chimbote in Perù nel centro “Casa Mamma Mia” dove viveva e dove era responsabile di sei scuole materne. Dai primi elementi raccolti, comunque, sia nel caso di Nadia che del vescovo Christian, il movente non sembra essere quello della rapina. Man mano che passano i giorni, infatti, appare chiaro che i due missionari, nei rispettivi contesti, davano fastidio.