E' importante che i giovani facciano un cammino di fidanzamento, un cammino di conoscenza e di consapevolezza.
Serge Razafinbony e Fara Andrianombonana (Coppia di fidanzati dal Madagascar): Parlando di matrimonio, Santità, c’è una parola che più d’ogni altra ci attrae e allo stesso tempo ci spaventa: il «per sempre»…Benedetto XVI: […] Nel Rito del Matrimonio, la Chiesa non dice: «Sei innamorato?», ma «Vuoi», «Sei deciso». Cioè: l’innamoramento deve divenire vero amore coinvolgendo la volontà e la ragione in un cammino, che è quello del fidanzamento, di purificazione, di più grande profondità, così che realmente tutto l’uomo, con tutte le sue capacità, con il discernimento della ragione, la forza di volontà, dice: «Sì, questa è la mia vita». Io penso spesso alle nozze di Cana. Il primo vino è bellissimo: è l’innamoramento. Ma non dura fino alla fine: deve venire un secondo vino, cioè deve fermentare e crescere, maturare. Un amore definitivo che diventi realmente «secondo vino» è più bello, migliore del primo vino. E questo dobbiamo cercare. E qui è importante anche che l’io non sia isolato, l’io e il tu, ma che sia coinvolta anche la comunità della parrocchia, la Chiesa, gli amici.Benedetto XVI, Visita Pastorale all’Arcidiocesi di Milano in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, Festa delle Testimonianze, Bresso 2 giugno 2012
Distribuisce cento pasti al giorno per 33.565 accessi annui (dato 2020) di persone, provenienti dal Comune di Latina e da quelli limitrofi, in situazione di forte disagio economico e sociale. Questo l’impegno della Mensa Caritas, intitolata a don Adriano Bragazzi, istituita nel 2002 nel cuore del “Villaggio Trieste”.
Nel “marshmellow test” un bambino deve resistere alla tentazione di mangiare un dolcetto sapendo che poi ne ottiene due. È la gratificazione differita per imparare a desiderare.
“Può esserci un rapporto significativo tra le donne e gli uomini di oggi e Maria? No di certo, se Maria viene lasciata alle persone pie, ai pellegrinaggi, alle processioni o invocata solo nei momenti tragici”. A lanciare la provocazione è la sociologa Giulia Paola Di Nicola, che nel suo ultimo libro esorta a “liberare” la figura della Madonna da facili stereotipi che ne riducano la grandezza, umana e spirituale
Come ha più volte ricordato Papa Francesco, dalla pandemia si esce o migliori o peggiori. Guardare al Cuore immacolato di Maria, allora, significa guardare ad un’esperienza di vita e di fede in grado di suscitare la scelta di essere migliori e il cammino che ne deriva. Un’esperienza viva e vivente, non un puro “concentrato di ricordi”, la “fotografia commemorativa” di chi non c’è più: quando si parla di cuore, si parla infatti di vivi e non di morti. Dire “cuore immacolato di Maria” equivale allora a dire la persona vivente della Madre di Gesù, che lo Spirito Santo offre ai credenti come esempio materno di una vita totalmente riuscita e realizzata, immacolata perché piena di Dio e della sua opera di “ricostruzione dell’umano” realizzata in Cristo e da Cristo
Il 13 giugno ricorre il nono anniversario della nascita al cielo di Chiara Corbella Petrillo della quale è in corso la causa di beatificazione. Autoironica e sempre sorridente, “parlava con il Signore come con un amico”, ci racconta il papà che oggi la immagina anche “un po’ divertita nel vedere tanto clamore intorno a lei”
Il disegno di Dio si compie sempre, ben al di là delle nostre previsioni e della nostra impazienza. Questa parabola ci insegna la vera umiltà e il vero servizio che dobbiamo al Vangelo. Nelle nostre pianificazioni pastorali siamo troppo preoccupati del risultato, tanto da perdere di vista l’essenziale, che rimane la sua fedeltà nel realizzare ciò che ha promesso. “Come la pioggia e la neve scendono giù dal cielo e non vi ritornano senza irrigare e far germogliare la terra, così ogni mia parola non ritornerà a me senza operare quanto desidero, senza aver compiuto ciò per cui l’avevo mandata”
Dopo l’avvio di questa sera (venerdì 11 giugno) con il reading musicale Dalla Mesopotamia a Babelenei giardini di Villa Duodo a Monselice, con un dialogo biblico-teologico tra natura e libro della Genesi, proseguono tra sabato 12 e domenica 13 giugno gli appuntamenti del Festival biblico nel territorio della Diocesi di Padova; in particolare a Monselice, Candiana e Fiesso d’Artico.