Dallo scorso febbraio la comunità dei Comboniani di Villa Baratoff a Pesaro, composta oggi da otto missionari, ha un nuovo superiore. Si tratta di padre Giorgio Padovan: “Padovano di nome e di fatto – dice scherzando - visto che sono nato proprio a Padova nel 1956”. Poi gli studi, la vocazione e la prima Messa da sacerdote che coincide con una data storica per l’Italia: "Era l’11 luglio 1982, proprio il giorno in cui gli Azzurri vincevano la Coppa del Mondo di calcio ma posso dire che mi sento un missionario dal cuore brasiliano". In questo racconto però la fede calcistica non c’entra proprio nulla. Piuttosto stiamo parlando della fede in Gesù che spinge padre Giorgio a vivere per ben 25 anni in terra “brasileira” come missionario ad gentes
Per un cristiano, "non c'è contrapposizione tra contemplazione e azione". Lo ha spiegato il Papa, nella catechesi dell'udienza di oggi, dedicata alla preghiera contemplativa. Il punto di partenza: una lettera pastorale del card. Martini
"Iniziative concrete e urgenti" per contrastarla. A rilanciare l'allarme è il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, intervenuto oggi al convegno organizzato da Telefono Azzurro in occasione della Giornata internazionale contro la pedofilia
La scorsa domenica del Buon Pastore è stata segnata da un altro tragico episodio di violenza. Sabato notte 24 aprile Nadia De Munari, missionaria laica dell’Operazione Mato Grosso, 50 anni, originaria di Giavenale di Schio è morta all’ospedale di Lima dopo l’aggressione subita la notte del martedì 20 aprile a Nuevo Chimbote in Perù nel centro “Casa Mamma Mia” dove viveva e dove era responsabile di sei scuole materne. Dai primi elementi raccolti, comunque, sia nel caso di Nadia che del vescovo Christian, il movente non sembra essere quello della rapina. Man mano che passano i giorni, infatti, appare chiaro che i due missionari, nei rispettivi contesti, davano fastidio.
«Andiamo oltre il pregiudizio che la Chiesa non si interessi delle persone Lgbt+ o che non abbia nulla da dire di profondo, delicato e coraggioso anche alla vita di fede di queste persone. Riflettiamo assieme su come la Chiesa in questi decenni abbia pensato e agito al suo interno ed esterno in supporto all’esperienza umana e di fede di coloro che riconoscono nella loro identità il tratto della condizione omosessuale o bisessuale, transessuale».
Neanche la pandemia ha fermato la Mensa della solidarietà di San Giacomo di Romano d’Ezzelino, che il 2 maggio raggiunge il traguardo dei cinque anni di vita e... 115 mila pasti serviti (erano 70/75 al giorno pre pandemia e ora raggiungono i 90), 180 tonnellate di cibo raccolto e distribuito (a enti religiosi, scuole dell’infanzia, Caritas del territorio...; viene ritirato cibo dalle scuole di Romano, Borso, Sant’Eulalia, Semonzo), 50 volontari coinvolti...
La Mensa della Solidarietà si è aggiudicata il 4 maggio il Premio Ezzelino nella sua prima edizione.