Bloccato dal lockdown, convertito in proposte “extra” dopo la quarantena e durante l’estate, ora il Festival biblico torna con la versione “special 2020” e vede protagonista anche Padova e alcune realtà del territorio diocesano. Con questa edizione, così particolare, nel tempo e nelle modalità, la Diocesi di Padova giunge infatti all’ottavo anno di partecipazione a questo Festival regionale e diffuso che coinvolge varie Diocesi del Veneto: a partire da Vicenza, capofila dalla prima edizione di 16 anni fa, per coinvolgere man mano Padova, Rovigo, Verona e Vittorio Veneto.
Nel testo “Il coronavirus e la ricerca di un tempo futuro”, mons. Georg Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk) si ferma a guardare anche gli aspetti positivi scaturiti dalla necessità di resistere alla pandemia del Covid-19 come società civile, oltre che come singoli, e come Chiese. Bätzing fa un parallelo biblico per illustrare la possibilità che questo tempo possa essere considerato come un “Sabbat”, una pausa di riflessione che porta in sé “qualcosa da dire per il tempo a venire”.
Mentre illustra le ragioni che hanno guidato questa nuova traduzione del Messale Romano, dalla sua espressione traspare tutta la passione con cui, negli ultimi anni, ha seguito questo lavoro. Monsignor Claudio Maniago, vescovo di Castellaneta, in Puglia, dal 2015 è presidente della Commissione episcopale per la liturgia della Cei e dal 2016 è membro della Congregazione vaticana per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Mons. Maniago tiene a precisare che il Messale non è “il libro del prete”: “In realtà questo libro contiene la norma per la celebrazione di tutta l’assemblea. È l’applicazione della visione, bella e importante, che scaturisce dall’ecclesiologia del Concilio Vaticano II: la responsabilità è propria del ministro ma il prete non appartiene a una classe separata, svolge un servizio alla comunità. Chi presiede la celebrazione deve guidare la comunità, all’interno di un’armonia di registri comunicativi che permette a tutti di fare nella liturgia l’esperienza dell’incontro col Signore”.
Sarà un’edizione particolare, a motivo delle normative dettate dalla pandemia, il 13° Pellegrinaggio nazionale delle famiglie per la famiglia in programma sabato 12 settembre e promosso dal Rinnovamento nello Spirito Santo, in collaborazione con la prelatura pontificia di Pompei, la prelatura pontificia di Loreto, l’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei e il Forum nazionale delle associazioni familiari, con il patrocinio del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione.
Domenica 13 settembre la Chiesa celebra la Colletta del Venerdì Santo, che quest’anno è stata spostata a causa della pandemia. Per l'occasione il Sir ha intervistato il Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, card. Leonardo Sandri. “La Colletta di Terra Santa, in questo tempo di pandemia, - è l'auspicio del Prefetto - sia un vero e proprio pellegrinaggio di generosità concreta, vissuto con il pensiero e nella preghiera, per chiedere al Signore di avere pietà di noi in questo momento così doloroso e per ringraziarlo del sollievo che ci viene arrecato da medici, infermieri e operatori sanitari in tanti Paesi del mondo. Vogliamo, con la nostra povera offerta, aiutare i fratelli della Terra Santa”
“Abbiamo anche noi bisogno dei visti”: è il grido rilanciato dall’Assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa (Aocts), dopo che il quotidiano israeliano Haaretz ha pubblicato la notizia che decine di cristiani evangelici, provenienti dagli Usa, hanno ottenuto dei visti di ingresso in Israele per aiutare, come volontari, nella raccolta delle viti nelle colonie ebraiche in Cisgiordania.
«Ancora oggi in parrocchia si respira un po' di timore nel ritrovarsi» sottolinea il parroco. La festa si propone come occasione di ritrovo, in sicurezza, e segno di ripartenza
Sabato 29 agosto, Damiano Castagna è entrato a far parte della famiglia francescana conventuale nella basilica di San Francesco ad Assisi. Questa domenica è a Fossò, sua parrocchia di origine, a salutare la comunità parrocchiale durante le messe del mattino.
Montegrotto. Questo fine settimana la parrocchia si ritrova per «ricostituire il tessuto sociale» senza dimenticare le persone che sono in difficoltà. Il ricavato della festa andrà a iniziative di solidarietà