Il presidente della Commissione episcopale per la famiglia al Sir a cinque anni dalla pubblicazione dell'esortazione apostolica: "Nel testo non questioni giuridiche o di prassi sacramentale, ma parole davvero capaci di ravvivare le famiglie, divenute in tante situazioni soggetto centrale della pastorale"
“Carissimi amici, era il 21 marzo 1996 quando, a un anno dalla fondazione di Libera, vi fu la prima ‘Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie’, dal 2017 istituita per legge. Da allora, le mafie sono molto cambiate. Si sono adattate ai mutamenti sociali, la loro pervasività è stabilmente planetaria, e si compirebbe un errore se fossero considerate solo un fenomeno italiano, o solo relegato al nostro meridione”.
"Voglio essere missionaria e far conoscere Gesù a tanti bambini": era il desiderio della piccola che offriva le sue sofferenze, per un tumore al cervello che l'ha portata alla morte, per i sacerdoti, le persone che stanno male e i bambini. La sua storia è raccontata sul sito dell'arcidiocesi di Madrid, attraverso le parole della mamma e del sacerdote che, accogliendo la sua richiesta, l'ha "costituita" missionaria
Invece di coprirci il volto non dobbiamo avere paura di vedere la realtà e di guardare negli occhi l’uomo dei dolori che attraverso il suo patire ci salva e ci rende uomini liberi. Nella Croce infine troviamo la glorificazione di Dio. “Padre glorifica il tuo nome”. In essa c’è la gloria di Dio che risplende nel volto sofferente di Cristo sposo dell’umanità
Come annunciare il Vangelo in questo tempo specifico? Queste le domande chiave di Ripartiamo insieme, le linee guida per la catechesi in Italia in tempo di Covid. «Questo tempo ci invita a riconoscere urgente vivere e annunciare il Vangelo come ciò che può unirci e metterci in cammino». Con uno stile preciso
A fine ottobre la paura della pandemia, dopo un’apparente pausa estiva, ha ricominciato oscurare quanto stavamo vivendo. Gli incontri di catechesi in presenza vedevano la partecipazione dimezzata e un certo malessere aleggiava nella nostra comunità.
Quella di quest’anno è stata un’esperienza davvero particolare. Nel primo periodo di lockdown eravamo impreparati e disorientati. Abbiamo raggiunto le famiglie proponendo delle “Pillole di catechesi” che inviavamo nei gruppi Whatsapp: brevi riflessioni partendo dal Vangelo o da una storia seguite da semplici attività.