Per la prima volta in sette anni di pontificato, il Papa guida la Via Crucis non dal Colosseo, ma dal sagrato della basilica di San Pietro, in una piazza ancora una volta deserta a causa delle misure restrittive imposte dal coronavirus. Le 14 meditazioni, scritte dalla comunità del carcere "Due Palazzi" di Padova, sono storie vere, ma in forma anonima. La preghiera silenziosa di Francesco, davanti al Crocifisso di San Marcello al Corso
Le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria hanno reso necessario un costante ricorso al web per trasmettere in streaming messe, liturgie, quaresimali e altre proposte spirituali. Anche il Triduo e la Pasqua sono vissuto da casa grazie a internet. Il Vangelo può “passare” attraverso queste moderne tecnologie. Occorre però riconoscere che non tutte le opportunità offerte sono curate a dovere sul piano comunicativo ed “estetico”. Si rinnova l'urgenza di riflettere sulla emergente “pastorale digitale” e sul rapporto liturgia-comunità
Ora siamo in esilio, ma un giorno tutti gli abbracci non dati saranno dati. Nel frattempo serbiamo da parte affetti, sorrisi, carezze. La Pasqua sarà anche questo. Intanto oggi, tempo di silenzio e attesa di una nuova aurora che quest'anno sarà diversa da tutte le altre, il teologo invita a porsi la domanda più grande: "Che cosa cerchiamo e che cosa desideriamo realmente?"
“Gesù risorto è ora la mia speranza certa, accoglierlo con fede è ricevere l’unico vaccino che mi può salvare dal virus della morte, della paura e dell’angoscia, dal virus del male che contagia la nostra umanità e la nostra storia, dal virus di una vita senza senso e senza scopo”.
“Non cediamo alla rassegnazione, non mettiamo una pietra sopra la speranza”. È l'invito del Papa, nell'omelia della Veglia pasquale, sintetizzato in una parola: “Coraggio”. L’esempio da seguire è quello delle donne che corrono al sepolcro, e che senza saperlo preparano nel buio di un sabato l’alba di una nuova storia. Alla fine, un forte appello: “Mettiamo a tacere le grida di morte, basta guerre! Si fermino la produzione e il commercio delle armi, perché di pane e non di fucili abbiamo bisogno. Cessino gli aborti, che uccidono la vita innocente. Si aprano i cuori di chi ha, per riempire le mani vuote di chi è privo del necessario”
Nel giorno di Pasqua, domenica 12 aprile, 4 importanti ristoratori padovani cucineranno per 250 persone in difficoltà presso le Cucine Popolari di Padova.
Dedicata ai sacerdoti, nel primo Giovedì Santo senza Messa crismale e senza il rito della lavanda dei piedi, l'omelia della Messa "nella cena del Signore", presieduta dal Papa nella basilica di San Pietro, luogo per tutti i riti pasquali a causa della pandemia di Covid-19. "Oggi vorrei essere vicino a tutti i sacerdoti", dice Francesco, che per primo ricorda i sacerdoti 60 "santi della parta accanto" che finora - insieme ai medici e agli infermieri - hanno dato la loro vita pur di stare accanto ai malati di coronavirus.
Le sette parole di Gesù sulla croce commentate dai cappellani - e da una caposala - degli Ospedali Covid sparsi sulla Penisola. Una "Via Crucis" speciale, dislocata sul territorio, che affianca quella del Santo Padre questa sera, in una piazza San Pietro ancora una volta vuota a causa del coronavirus