Giuseppini nel Napo, Elisabettine a Esmeraldas, a Quito, a Duran. Ma non c’è stata zona in cui i fidei donum padovani hanno operato che non si siano trovati a collaborare in produttivo connubio con le congregazioni religiose, maschili e femminili.
Il 22 novembre, alla presenza del vescovo Claudio, si celebrano i settant'anni dall'inaugurazione della chiesa di San Giovanni Battista di Mellaredo. Nella storia della chiesa, quella della comunità che l'ha voluta e costruita.
“La finanza va riportata al suo ruolo sociale attraverso una cornice regolativa europea che ne combatta le tendenze più speculative. Di recente anche all’interno del mondo finanziario si sono registrati i primi segnali del passaggio verso una finanza sostenibile sotto tutti i profili: ambientale, sociale e economico”.
“In questi giorni che mi hanno visto attraversare la sofferenza del contagio da Covid-19 ho potuto toccare con mano l’umanità, la competenza, la cura poste ogni giorno in essere, con instancabile sollecitudine, da tutto il personale, sanitario e non. Medici, infermieri, Oss, amministrativi: ciascuno di loro si impegna nel proprio ambito per assicurare la migliore accoglienza, cura, accompagnamento per ogni paziente, riconosciuto nella sua vulnerabilità di persona malata e mai abbandonato all’angoscia e al dolore”.
“Il progresso digitale va affrontato come uno strumento utile a rafforzare l’inclusività, la sostenibilità e il bene comune. L’economia digitale, se vuole promuovere l’effettivo progresso umano, deve mettere la tecnologia al servizio dell’umanità, contrastando le spinte verso la concentrazione del potere economico e la strumentalizzazione del lavoro umano”.
“Ho chiesto al Santo Padre la dispensa dall’ordinazione episcopale. L’ufficio del vescovo (come dice il titolo di un mio recente libro di esercizi spirituali per vescovi) è di essere pastore e pescatore. Alla mia età (86 anni, ndr.) c’è ben poco che potrei fare come ‘pastore’; d’altra parte, quello che potrei fare come ‘pescatore’ posso continuarlo a fare annunciando la parola di Dio”.
Il progetto che coinvolge le comunità padovane riletto secondo le tre parole chiave: fragilità, carità, tempo. La fragilità, in particolare, crea legami, evita divisioni e accomuna gli uomini. Qui fiorisce la novità. Tante parrocchie si mobilitano. I progetti sono solo l’inizio. Il resto verrà, abbondante, nel segreto dei cuori