Papa in Mozambico. Don Bolzon (missionario a Beira): “Pochi si arricchiscono da sfruttamento delle risorse ma la gente è povera e soffre”

Il 5 e 6 settembre prossimo Papa Francesco sarà in Mozambico per portare “Speranza, pace e riconciliazione” in una società in profonda trasformazione dal punto di vista religioso, una situazione politica ancora fragile e in alcune zone violenta, una corruzione altissima, uno sfruttamento senza regole delle risorse della natura e tantissima povertà. Tutto aggravato dalle catastrofi ambientali, come gli ultimi cicloni Idai e Kenneth della primavera scorsa. Da Beira parla don Maurizio Bolzon, fidei donum della diocesi di Vicenza

Ludopatia: la Chiesa di Nardò-Gallipoli scende in campo al fianco delle famiglie

Al via nella diocesi salentina il progetto “Non m’illudo” finanziato anche con i fondi 8xmille per prevenire, curare e contrastare la dipendenza dal gioco d’azzardo. Nel solo 2017, tra i Comuni del territorio sono stati giocati oltre 120 milioni di euro. A rischio le persone più fragili, gli anziani e i giovani. Il direttore della Caritas don Giuseppe Venneri: “Quando viene meno la speranza si generano illusioni. Una di queste illusioni, ormai piaga sociale, è il gioco d’azzardo”

Card. Achille Silvestrini. P. Lombardi: “Grande apertura di orizzonti e capacità di entrare in dialogo con gli interlocutori”

Anche il premier Giuseppe Conte tra i giovani "formati" a Villa Nazareth. Lo racconta p. Federico Lombardi ricordando il card. Achille Silvestrini morto questa mattina. "Conte - dice - conosceva benissimo il porporato e aveva uno stretto rapporto con lui". Tra le missioni "più delicate" del diplomatico vaticano Lombardi indica la conduzione delle trattative per la Revisione del Concordato

Ignazio Okamoto, morto dopo 31 anni in stato vegetativo. Il padre: “L’amore per lui ha prevalso sempre su tutto”

Quella che era stata una bella serata in compagnia, a causa di un colpo di sonno, si trasformò in una tragedia. In quell’incidente stradale perse la vita anche un amico di Cito, mentre altri tre si salvarono. I primi anni sono stati difficili, drammatici, racconta al telefono Hector, ma l’amore per quel figlio immobilizzato nel letto li ha supportati sempre, aiutandoli ad accettare una condizione che per molte persone sarebbe stata inaccettabile