Radar, la tanto attesa festa diocesana dei giovanissimi organizzata dall’Azione cattolica, è stata un evento unico e potente, che ha visto presenti oltre tremila persone, giovanissimi ed educatori insieme.
Anche quest’anno la Comunità di Comunione e Liberazione di Padova si unisce alle celebrazioni proposte in tutto il mondo in ricordo della morte di don Luigi Giussani e del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazione.
Giovedì 20 febbraio si concluderà il ciclo di incontri “Dove va la morale? – Vivere insieme, nella città plurale. Etiche e religioni, per la convivenza”, proposta di approfondimento sui temi etici promossa da Facoltà teologica del Triveneto e Fondazione Lanza, in collaborazione con la Formazione all’impegno socio-politico.
Mario Marcon inizia il suo cammino verso il primo grado del sacramento dell'ordine: il rito per la presentazione della domanda di ammissione tra i candidati al diaconato permanente avvenuto il 29 gennaio nel duomo di Rossano Veneto alla presenza del vescovo Claudio.
Quanti “colori”, sabato scorso, nella chiesa dell’Opsa. Sono i “colori” dei numerosi consacrati della nostra Diocesi, che si sono ritrovati per celebrare – insieme al vescovo Claudio – la Giornata mondiale della vita consacrata
Un omaggio a una materia povera e fragile, la terracotta; un omaggio alla grande tradizione di plasticatori che hanno operato nel territorio diocesano (che tocca le province di Padova, Venezia, Vicenza, Treviso e Belluno), popolando chiese, sacelli, capitelli, conventi, abbazie, monasteri e dimore private di sculture delicatissime ma di grande pregio e segno di una devozione diffusa; un omaggio alla grande eredità di Donatello che ha favorito nuovi slanci e originali esiti artistici al Rinascimento padovano.
Non un convegno accademico, ma uno spazio di comunione tra vescovi, che riflettono e, sotto la guida dello Spirito, provano a discernere i segni dei tempi. Siamo convinti, infatti, che una Chiesa mediterranea è già presente e operante, è ricca di tradizioni culturali, liturgiche ed ecclesiali, ed è probabilmente bisognosa di processi di dialogo. I pastori, che s’incontrano, hanno a cuore un Mediterraneo concreto con i popoli che lo abitano. Le loro voci sono portatrici di realtà diverse, ma non contrapposte
Parla il rappresentante della piccola Chiesa di minoranza presente in Turchia, a fianco di chi arriva profugo e sogna l’Europa: “Siamo molto limitati nell’azione, ma questo non vuol dire che non facciamo niente. Al contrario, siamo impegnati e ci diamo da fare”. “Una voce che dobbiamo ripetere, senza stancarci, perché non è mai abbastanza è il nostro no alla costruzione e al traffico delle armi che alimentano i conflitti. La guerra sarà sempre una sconfitta. La guerra non è mai giusta”
Fare memoria del passato per affrontare le sfide odierne e costruire un futuro di pace. È questo il senso di “Mediterraneo, frontiera di pace”, l’evento di riflessione e spiritualità che si terrà a Bari dal 19 al 23 febbraio e sarà concluso da Papa Francesco.