Lo scorso anno furono 10 mila i partecipanti alla rievocazione storica dell’ultimo viaggio di Antonio messa in scena dalla compagnia del Piccolo teatro del Ponte. Oltre cento volontari garantiscono la buona riuscita di questo intenso momento devozionale che si svolge venerdì 12 giugno, dalle 20.30 partendo da piazzale Azzurri d'Italia all'Arcella.Ecco il nostro speciale che accompagna i giorni del Santo.
Il papa in Bosnia Erzegovina, il moloch figlio degli accordi di Dayton, incontra i rappresentanti croato, serbo e bosgnacco e sottolinea che il paese ha un posto in Europa. Il suo "mai più la guerra" risuona nello stadio di Kosevo dove chiede di non essere "predicatori di pace", quanto piuttosto "operatori di pace, cioè coloro che la fanno". Rivendicato il ruolo delle religioni nel percorso di riconciliazione.
Continua il nostro racconto dei religiosi che operano in diocesi di Padova in occasione dell'Anno della vita consacrata. Questa settimana facciamo tappa all'Opera pane dei poveri, esempio di una chiesa che ha le “periferie” come destinazione. Attiva dal 1897, l'opera nasce sull’esempio di sant’Antonio e solo nel 2014 ha erogato 32 mila buoni pasto. Oggi è guidata da padre Salvatore, suor Federica, suor Loredana e sette volontari laici.Per leggere l'articolo iscriviti gratuitamente al sito.
Mancano poche ore all'arrivo di papa Francesco in Bosnia e Erzegovina. Ifet Mustafic, consigliere per le relazioni interreligiose della comunità islamica: «È il tempo di ricominciare a fidarsi gli uni degli altri». Mons. Luigi Pezzuto, nunzio apostolico in Bosnia Erzegovina: «Il papa non viene solo per i cattolici ma per incentivare il dialogo… È positivo che si intendano i capi, ma coinvolgere la società civile lo è altrettanto».
A Thiene, nell’istituto di via Corradini, si festeggiano i duecento anni della Piccola opera di santa Dorotea, nata dall’intuizione del beato don Luca Passi. Per leggere il servizio iscriviti gratuitamente al sito.
Offrono una testimonianza comune e una forma specifica propria dei fondatori. Non sono uguali a qualunque battezzato e neanche sono uguali tra loro. La loro esperienza evangelica è un potente antidoto contro la mediocrità, la superficialità, il consumismo, il secolarismo. Ovvero, nei confronti di quegli atteggiamenti che anestetizzano la vita cristiana.