I cattolici tedeschi: troppa distanza tra la chiesa e il vissuto di famiglia

Il documento della chiesa tedesca in preparazione del Sinodo. Sottolineata la mancata attenzione alla società sempre più multireligiosa e multiculturale. La criticità dei matrimoni misti cattolici-evangelici. Constatata la difficoltà a tematizzare una pastorale per la vita di persone di orientamento omosessuale, come anche una valutazione serena che guardi alle famiglie mono-parentali e alle coppie unite civilmente, con situazioni di crisi, e ai divorziati risposati.Leggi tutti i servizi dello speciale sul Sinodo sulla famiglia. 

I rabbini d’Europa col papa: antisemitismo e violenze sui cristiani, condanna unanime

«Ogni cristiano – ha detto Francesco – non può che essere fermo nel deplorare ogni forma di antisemitismo, manifestando al popolo ebraico la propria solidarietà». Il rabbino francese Moché Lewin sui cristiani d'Oriente: «Deve essere condannata con forza ogni forma di persecuzione. Chiedere ai governi di agire per fermare questo massacro perché se si lascia fare, si rischia di arrivare al genocidio».

Il Novecento insanguinato di Turchia, Cambogia, Ruanda e Bosnia

Per papa Francesco ricordare «è necessario, anzi, doveroso, perché laddove non sussiste la memoria significa che il male tiene ancora aperta la ferita». Il Genocidio armeno (1915-1923), la Cambogia di Pol Pot (1975-1978), la strage in Ruanda (1994) e la pulizia etnica in Bosnia (1990-1999).Per leggere il servizio iscriviti gratuitamente al sito.

Le Elisabettine in carcere: «Per testimoniare che non si è lasciati soli»

Suor Enrica Martello, elisabettina, 48 anni, religiosa da 25, ha lavorato a casa Santa Chiara, a fianco dei malati di Aids, per otto anni. Dal 2008 è presente nel carcere di Padova per due giorni alla settimana. «Questa presenza è espressione di una chiesa diocesana e della sua vitalità nella diversità di ministeri.Noi religiose siamo lì per testimoniare che non si è lasciati soli, ma che insieme, anche ai margini, si può ripartire».

«Sono missionaria, qui, tra i migranti»

L’esperienza di suor Anna Maria Zabai. 66 anni, salesiana, da 43 religiosa, è stata una delle prime persone che a Padova, a fine anni Novanta, si è occupata del fenomeno dei flussi migratori in città come delegata regionale dell’associazione salesiana Vides (Volontariato internazionale donna educazione sviluppo). E qui ha trovato la sua "terra di missione".