La Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale ha organizzato per il 18 aprile una giornata di riflessione sui suicidi. Coinvolti tutti i Garanti regionali, provinciali e comunali
Trascorso un anno dall’inizio del conflitto in Sudan tra le Forze armate sudanesi e le Forze di supporto rapido, un gruppo paramilitare, la risposta della comunità internazionale continua a essere tristemente inadeguata nonostante il numero delle vittime civili sia in aumento in tutto il paese. È quanto hanno dichiarato Amnesty International, Sudan Democracy First Group e International Film Festival
A un anno dallo scoppio della guerra, gli aiuti sono una goccia nell’oceano a causa dei blocchi politici creati dalle parti in conflitto e dalla non sufficiente azione delle Nazioni Unite. L’organizzazione: “Le Nazioni Unite e i suoi stati membri devono raddoppiare gli sforzi per negoziare un accesso sicuro e senza ostacoli e per aumentare la risposta umanitaria”
La presidente del Coordinamento nazionale racconta al Sir l’evoluzione del fenomeno e di pari passo delle comunità di accoglienza, con le sfide di oggi
“Purtroppo queste tragedie succedono troppo spesso da parecchi anni. E non veniamo nemmeno a saperle tutte. Incontriamo tanti genitori che perdono i loro bambini. È una cosa devastante, come è devastante perdere qualsiasi altro familiare”.
“Il Patto europeo sui migranti richiedenti asilo e rifugiati, approvato oggi al Parlamento europeo a Bruxelles, avrebbe dovuto modificare le regole di Dublino, favorire la protezione internazionale in Europa di persone in fuga da disastri ambientali, guerre, vittime di tratta e di sfruttamento, persone schiacciate dalla miseria, con un impegno solidale di tutti i Paesi membri dell’Unione europea nell’accoglienza, il ritorno alla protezione temporanea come si era visto con gli 8 milioni di migranti in fuga dall’Ucraina, un monitoraggio condiviso tra società civili e Istituzioni del mar Mediterraneo per salvare vite nel Mediterraneo. Invece l’Europa – mentre continuano le tragedie nel Mediterraneo – a maggioranza di voti si chiude in se stessa, trascura i drammi dei migranti in fuga, sostituisce la vera accoglienza con un pagamento in denaro”.
La riforma, attesa e già criticata, si propone di regolare la gestione interna dei flussi, i controlli alle frontiere, il meccanismo di solidarietà tra gli stati membri, il regolamento sulla banca dati Ue delle impronte digitali e quello sulla procedura d’asilo
Mons. Perego (Fondazione Migrantes): “Il Patto europeo sui migranti richiedenti asilo e rifugiati segna una deriva nella politica europea dell’asilo e il fallimento della solidarietà europea, che sembra infrangersi come le onde contro i barconi della speranza”. Save Watch: "Le morti in mare continueranno e migliaia di persone saranno private dei loro diritti". Save the Children: “Non garantito il pieno rispetto dei diritti dei minori”
L’organizzazione: “Le vittime infantili aumentano con l'intensificarsi degli attacchi in tutta l'Ucraina. I bambini stanno pagando il peso della guerra. I bambini non sono un obiettivo e devono essere protetti!”