Strage di Kerman. I missili di Teheran, segnali iraniani tra ritorsioni e deterrenza

Gli attacchi rappresentano “atti dovuti” al contempo dimostrativi, con duplice destinazione: a confermare sia presso l’opinione pubblica nazionale, sia presso i nemici (quelli interni e i loro sponsor esterni), la reattività ritorsiva del governo. L’eterogeneità dei bersagli (Isis, al-qaedisti, secessionisti beluci e curdi) non contraddice il profilo dei committenti dato dalle autorità iraniane: “potenze arroganti”, mandanti di “terroristi mercenari”, nelle parole del presidente Rais

Libano. Padre Abboud: “Nessuno vuole un’altra guerra”

Padre Michel Abboud, presidente di Caritas Libano, al Sir fa il punto sul suo Paese segnato da una gravissima crisi politica, sociale ed economica con le famiglie sul lastrico, la guerra tra poveri con i rifugiati siriani e la nascita di nuovi poveri, quel ceto abbiente che ha perso tutto e non è capace di chiedere aiuto. La guerra in corso a Gaza, infine, ha fatto salire la tensione tra Israele e Hezbollah con il rischio di un nuovo fronte di guerra che nessuno, in Libano, vuole