Avere 22 anni, vivere a Mosca, studiare filosofia e pensare in modo diverso da come dice l’establishment nel 2022 è faccenda delicatissima, pericolosa. Al punto che la giovane che abbiamo conosciuto e intervistato con un collegamento streaming, ci ha chiesto di non dire il suo cognome né pubblicare una sua foto. Quella ragazza ha un nome paradossale, per i tempi e il luogo in cui vive: si chiama Nato, nome georgiano non insolito, perché il padre è georgiano, mentre la mamma è russa. Occhi luminosi, volto solare, grandi occhiali che non vogliono stare al loro posto, risponde generosamente alle domande dalla sua stanzetta piena di libri. Pensa a lungo prima di parlare, in alcuni passaggi la voce si incrina.
L’ennesimo sacrificio curdo sull’altare di “interessi superiori” mostra soprattutto l’accelerazione verso obiettivi profittevoli sfruttando défaillance e necessità altrui e incassando compensi trasversali.
Venti Comuni da tutta Italia faranno rete per promuovere le buone pratiche di accoglienza dei migranti già sperimentate con successo negli ultimi anni, per superare la logica dell’emergenza e andare verso un solido processo di integrazione.
Mentre si cercano ancora gli ultimi dispersi e il numero dei morti accertati è salito a otto, non manca il sostegno alle famiglie delle vittime e di chi ancora non si trova da parte della Caritas diocesana e anche di albergatori e ristoratori. I messaggi del vescovo di Ischia, della Cei e della Cec
La proposta, che verrà presentata al ministero dell’Interno, mira a rendere l’accoglienza in famiglia una misura strutturale del sistema di accoglienza in Italia. L’assessora alle Politiche sociali e alla salute di Roma Capitale Funari: “L’ospitalità in casa è una risorsa preziosa"
“Chiediamo l’immediato rilascio dalla custodia e dalla detenzione dei nostri sacerdoti – padre Ivan Levytsky e padre Bohdan Geleta – e la garanzia che possano proseguire il loro servizio legale senza ostacoli ai bisogni spirituali dei fedeli dell’a Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc) che vivono a Berdyansk”.
I nostri adolescenti, lasciati troppo a lungo a “intrattenersi” con la “morte virtuale”, magari pensano di gestire quella “reale” digitando i tasti giusti o sfilando dalla manica la mossa più veloce?
Nel Paese purtroppo nelle ultime settimane arrivano sempre meno aiuti umanitari, nonostante la popolazione inizi a fare i conti con l’arrivo dell’inverno. “Noi non ci siamo abituati alla guerra. Non riusciamo a restare indifferenti di fronte alle sofferenze di chi sopravvive sotto ai continui bombardamenti”. A dirlo è Alberto Gatto, il presidente dell’associazione "Incontro", una delle più attive a Villa Guardia, in provincia di Como, nella raccolta di aiuti umanitari da spedire in Ucraina
“Ora sto cercando di uscire di casa, ma finora sono stato praticamente bloccato a casa: davanti a me ho un muro di due metri, costituito da auto e alberi, lungo la strada che mi permette di arrivare in paese”.