Ucraina: Putin e il ricatto del grano

La fame come arma: la guerra in Ucraina sta mettendo in evidenza la vulnerabilità di tante zone di crisi del mondo, in particolare in Medio Oriente e Africa. Il blocco delle spedizioni di grano e cereali dai porti del Mar Nero, causato dall'invasione russa, sta provocando la riduzione delle scorte e il conseguente allarme fame. Forte la condanna dell'Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell, nei confronti della Russia: "usare la fame come arma contro il resto del mondo è un vero crimine di guerra”. Questo blocco, per Borrell, potrebbe provocare "possibili carestie nei Paesi del Sud del mondo, disordini sociali per il prezzo del pane, ondate migratorie o conflitti a medio termine. Non si può pensare che milioni di tonnellate di grano continuino ad essere bloccate in Ucraina mentre le persone nel resto del mondo soffrono la fame”

Draghi alle Camere: “Il governo italiano, insieme ai suoi partner, intende continuare a sostenere l’Ucraina”

Nelle comunicazioni alle Camere in vista del Consiglio europeo, Mario Draghi ha ribadito che “la strategia dell'Italia in accordo con l'Ue e con gli Alleati del G7 si muove su due fronti: imponiamo sanzioni alla Russia perché Mosca cessi le ostilità e accetti di sedersi al tavolo dei negoziati”. Rivolgendosi prima ai senatori e poi ai deputati, il presidente del Consiglio ha sostenuto ancora una volta che “la sottomissione violenta e la repressione di un popolo per mano di un esercito non portano alla pace ma al prolungamento del conflitto” e il governo italiano insieme ai suoi partner “intende continuare a sostenere l'Ucraina così come questo Parlamento ci ha dato mandato di fare”

Lavoratori domestici, nel 2021 18 mila colf e badanti in più rispetto all’anno precedente

Nel 2021 i lavoratori domestici con contributi all’Inps sono stati 961.358, con un incremento del +1,9% rispetto al 2020. Si torna così ai livelli occupazionali precedenti il 2014. L’Istituto: “Incrementi dovuti dapprima alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro per il lockdown, poi al decreto ‘Rilancio’”. Tra il 2020 e il 2021, i lavoratori domestici stranieri sono aumentati del 3,2%