La ministra della Giustizia a Palermo per l'iniziativa promossa dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone: "L'accertamento della verità continua, non si è fermato"
Il ministro dell'Istruzione alla manifestazione di Palermo, organizzata dalla Fondazione Falcone per il trentesimo anniversario dell'attentato. "Per sconfiggere la mafia dare ai ragazzi le parole di libertà contro la mafia"
Il presidente del Consiglio nel trentennale dell'attentato: "Un eroismo che ha radicato i valori antimafia nella società, nei giovani e nelle istituzioni"
Oggi il trentesimo anniversario dell'attentato. Il presidente: "Celebrazione non solo per onorare quelle morti, ma anche e soprattutto per esaltare quelle vite"
La sorella del magistrato ucciso dalla mafia nell'attentato del 23 maggio 1992 al Sir: "Tutto quello che riguarda la lotta alla mafia oggi si rifà alle sue idee, che sono state comprese e portate avanti non solo in Italia ma a livello internazionale". A Palermo, la cerimonia con studenti e insegnanti da tutta Italia: "Se la memoria di Giovanni è viva, lo dobbiamo a loro"
Si è concluso oggi il viaggio di quattro giorni in Ucraina del segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, mons. Paul Richard Gallagher. Da Leopoli a Kiev, il diplomatico di Papa Francesco ha avuto la possibilità di parlare con gli sfollati, visitare i luoghi dei grandi massacri di civili, confrontarsi con i vescovi delle Chiese latina e greco-cattolica e parlare con le autorità del Paese. A Kiev, ha avuto incontri con il primo ministro, con il capo dell’amministrazione presidenziale e con il ministro degli Esteri, alti ufficiali del governo per “riflettere insieme quale direttrici loro vedono e quale l’apporto la Santa Sede può dare, sia nella ricerca della pace, sia nel campo della futura ricostruzione”. È il nunzio apostolico, mons. Kulbokas, a tracciare al Sir un bilancio della visita
“Avevo paura di dover rimanere in Russia per sempre, se avessero chiuso il confine, ma ora sono ad Aachen e sono al sicuro”. Racconta così al Sir, Viktor Khroul, 58 anni, che insegnava etica dei media alla National school of economics, a Mosca, e invece ora si trova nella città tedesca grazie a una borsa di studio del Catholic Academic Exchange Service (Kaad). È stata “una cintura di salvataggio mentre ero nei guai”. Era andato a trovare la sorella in Bielorussia, a inizio marzo, e poi sentendo della nuova legge che modificava il codice penale per punire chi parla male “dell’operazione speciale in Ucraina”, ha deciso di attraversare il confine verso la Lituania, senza tornare a Mosca, dove ancora si trova la moglie
Da una dozzina d’anni il mottense Mario Po’ segue le vicende e la realtà quotidiana del popolo ucraino. Un’attenzione che non si è interrotta dopo l’invasione da parte dell’esercito russo. L’ultimo viaggio Mario Po’ l’ha intrapreso qualche settimana fa, la sera di Pasqua, transitando per l’Ungheria, viaggiando da solo con Flixbus e con i bus ucraini, visitando alcune località dell’oblast transcarpatico, proseguendo verso nord, giungendo nella Galizia ucraina poi a Leopoli; facendo poi ritorno attraverso la Polonia e l’Austria