Visita di mons. Gallagher. Mons. Kulbokas (nunzio): “Nei luoghi della sofferenza per cercare le direttrici della pace”

Si è concluso oggi il viaggio di quattro giorni in Ucraina del segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, mons. Paul Richard Gallagher. Da Leopoli a Kiev, il diplomatico di Papa Francesco ha avuto la possibilità di parlare con gli sfollati, visitare i luoghi dei grandi massacri di civili, confrontarsi con i vescovi delle Chiese latina e greco-cattolica e parlare con le autorità del Paese. A Kiev, ha avuto incontri con il primo ministro, con il capo dell’amministrazione presidenziale e con il ministro degli Esteri, alti ufficiali del governo per “riflettere insieme quale direttrici loro vedono e quale l’apporto la Santa Sede può dare, sia nella ricerca della pace, sia nel campo della futura ricostruzione”. È il nunzio apostolico, mons. Kulbokas, a tracciare al Sir un bilancio della visita

Russia. Khroul (docente Etica dei media): “La situazione peggiora. Molti vorrebbero emigrare, soprattutto le persone istruite”

“Avevo paura di dover rimanere in Russia per sempre, se avessero chiuso il confine, ma ora sono ad Aachen e sono al sicuro”. Racconta così al Sir, Viktor Khroul, 58 anni, che insegnava etica dei media alla National school of economics, a Mosca, e invece ora si trova nella città tedesca grazie a una borsa di studio del Catholic Academic Exchange Service (Kaad). È stata “una cintura di salvataggio mentre ero nei guai”. Era andato a trovare la sorella in Bielorussia, a inizio marzo, e poi sentendo della nuova legge che modificava il codice penale per punire chi parla male “dell’operazione speciale in Ucraina”, ha deciso di attraversare il confine verso la Lituania, senza tornare a Mosca, dove ancora si trova la moglie

Viaggio in un Paese in guerra, dove tutti sono al fronte

Da una dozzina d’anni il mottense Mario Po’ segue le vicende e la realtà quotidiana del popolo ucraino. Un’attenzione che non si è interrotta dopo l’invasione da parte dell’esercito russo. L’ultimo viaggio Mario Po’ l’ha intrapreso qualche settimana fa, la sera di Pasqua, transitando per l’Ungheria, viaggiando da solo con Flixbus e con i bus ucraini, visitando alcune località dell’oblast transcarpatico, proseguendo verso nord, giungendo nella Galizia ucraina poi a Leopoli; facendo poi ritorno attraverso la Polonia e l’Austria