Giornata mondiale pace. Don Patriciello: “La paura è la nemica dell’amore e della solidarietà”

"Siamo bravi a fare tante iniziative anche lodevoli, in ambito sia ecclesiale sia laico, ma quello che manca è proprio la cultura della vita, il prendersi cura. Dobbiamo trovare qualcosa che ci unisca tutti, credenti e non credenti, perché la pace non è un discorso solamente di Chiesa", sottolinea il parroco di Caivano, ricordando che "il Papa ha messo al centro, ancora una volta, la persona umana. E il concetto di persona, nato e maturato nel cristianesimo, è il contrario dell’individualismo, dice 'relazione'"

Una Manovra difensiva, un Recovery d’attacco

Non sarà facile raccordare la medicina di ripristino dai danni Covid con il carburante degli stimoli per l’intero decennio, cogliendo a pieno il maxi investimento europeo della Next Generation Ue. Che proposta economica uscirà dalle idee italiane vagliate poi dalla Ue? Proviamo a percorrere qualche traccia sebbene declinabile poi in modo diverso: i grandi capitoli sono – ha detto il Governo - innovazione, digitalizzazione, sostenibilità ambientale, infrastrutture, coesione sociale e territoriale.  Nel lavoro preparatorio sono state indicate cifre (4,5 miliardi, ad esempio, per l'occupazione femminile e una miglior conciliazione vita-lavoro) che verranno probabilmente modificate nel confronto delle prossime settimane. Dentro ci può stare tutto ma almeno a febbraio le scelte dovranno essere fatte: indicate nero su bianco con i relativi tempi di realizzazione

Approvata la legge di bilancio, ma il Paese ha bisogno di un governo solido

La corsa affannosa per rispettare il termine del 31 dicembre, che ha costretto il Senato a un voto lampo e senza poter apportare alcuna modifica al testo uscito dalla Camera, ha reso impossibile correggere un “errore tecnico” nella scrittura della norma sulle detrazioni da lavoro dipendente. Intervenire con un emendamento avrebbe comportato la necessità di un nuovo passaggio alla Camera fuori tempo massimo e quindi si dovrà ricorrere a un decreto legge autonomo

2021: un anno pieno di grazie

Se Dio esiste, ed è il Signore della storia, non possiamo liquidare il 2020 come un anno da dimenticare, perché anche in questo 2020 il Signore c’è stato, anche in questo anno ci ha accompagnato e ci ha elargito le sue grazie. Se riusciremo ad apportare mutamenti sostanziali della società, nei consumi e nelle relazioni, il merito andrà ascritto a quanto abbiamo patito in quest’anno: sempre che accettiamo, per il momento, di custodirne in noi la memoria resa grata da uno sguardo pasquale

Se la sofferenza degli innocenti non ci tocca forse siamo stati contagiati dal virus cinismo

Insieme a Papa Francesco, vogliamo credere e sperare che da questa crisi attuale emergerà una nuova umanità capace di riconoscere ad ogni essere umano il diritto di vivere con dignità. La “civiltà dell’Amore” non è un’utopia. Essa infatti ha le sue radici nel cuore del Dio Bambino. Lui sa cosa significa essere perseguitati, odiati, esclusi, scartati e non voluti. Ma in quella notte, ha brillato una Luce che ha avvolto il mondo, ricordando per sempre che tutti gli uomini, partendo dai più fragili e indesiderati, sono amati dal Signore. Dobbiamo ripartire da Betlemme quindi, per fermare la strage degli Innocenti. Solo così potrà risplendere il candore della luce che nasce dal cuore dei bimbi, la sola luce che può ancora guarire le ferite del cuore umano

Deforestazione, riscaldamento globale, nuovi virus: dall’Amazzonia la prossima pandemia

L’ultimo a far parlare di sé è stato, qualche settimana fa, l’arenavirus che provoca la “febbre emorragica del Chapare”, nel cuore della Bolivia. Qualcuno, con macabra ironia, lo ha subito ribattezzato il virus Evola, cogliendo la coincidenza tra alcuni nuovi casi e il ritorno dell’ex presidente Evo Morales nella sua roccaforte, il Chapare appunto. Provocato da un tipo di ratto, il virus può propagarsi tra uomo e uomo e ha provocato all’interno della Bolivia qualche circoscritta vittima, a partire dallo scorso anno. Questo arenavirus (che in realtà, provocando una febbre emorragica, ha qualche punto di contatto con l’Ebola) è solo di uno dei diversi “candidati” a essere “il prossimo”. Cioè, il prossimo virus a provocare un’epidemia su larga scala. Su una cosa, infatti, molti esperti convengono: se, come appare plausibile, il mondo in futuro sarà interessato da altre epidemie o addirittura pandemie, è possibile, se non probabile, che esse possano provenire non solo dalla Cina, ma anche dall’Amazzonia