Sistema sanitario nazionale sotto stress per l’emergenza coronavirus, ma pesano anni di definanziamenti e carenze di personale. L’analisi del direttore di Prospettive Sociali e Sanitarie e di Welforum. “Un sistema sanitario efficiente ed efficace è cruciale. Bisogna essere in grado di fronteggiare le emergenze”
Il ministro per le Pari opportunità e per la famiglia al Sir, in occasione della Giornata internazionale della donna, indica la strategia del Governo per promuovere il lavoro femminile: "Sostegni economici per rendere possibile la maternità, sì allo smart-working". E sulle misure per le famiglie in seguito alle chiusure delle scuole per l'emergenza Coronavirus: "Voucher baby sitter e potenziamento dei congedi parentali"
“Fatto salvo l’invito a non drammatizzare, questa è una vicenda che lascerà il segno, non è una cosa superficiale”. Ne è convinto il sociologo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Mauro Magatti, che era tra l’altro atteso a Treviso, invitato dagli uffici diocesani della prossimità, lo scorso 28 febbraio, insieme alla moglie Chiara Giaccardi, anch’ella docente universitaria. Appuntamento, questo, spostato al 13 maggio.
"Non lasciare solo nessuno, in particolare le persone più fragili e vulnerabili, di fronte al diffondersi dell'epidemia da coronavirus". E' "l'esigenza" a cui Sant'Egidio sta "cercando di rispondere in questi giorni, con senso di responsabilità...
Le questioni sanitarie, la politica estera, le migrazioni, l’istruzione e la ricerca, “problematiche evidentemente di natura sovranazionale per dimensione e risorse da impiegare, non sono di competenza dell’Unione”. Lo chiarisce Piero Graglia, docente di Storia dell’integrazione europea all’Università degli Studi di Milano, interrogato dal Sir su coronavirus e profughi siriani provenienti dalla Turchia verso i confini greco e bulgaro. “Il sistema è sbilanciato – osserva –: molta integrazione in campo economico e commerciale ma pochissima in campo politico”. Così l’Ue resta il bersaglio preferito dei populisti, “travestiti da patrioti”, che però fanno il gioco di Usa, Russia e Cina