Il coronavirus sta mettendo alla prova il vecchio continente sotto il profilo sanitario, sociale, economico, istituzionale. Per un giudizio più articolato occorre però entrare nei meccanismi che regolano i rapporti Ue-Stati membri, soppesare quanto ha fatto l'Unione - e ciò che resta da fare - verificando le responsabilità in capo ai governi nazionali. Con un occhio particolare alla situazione italiana
Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanita', èintervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta...
Come vivere la carità in tempo di Coronavirus? In tempi di non prossimità? La domanda è aperta e posso solo provare a condividere cosa stiamo imparando in questo momento…
Don Angelo, ancora una volta voglio fidarmi di te, come quando ero seminarista e tu mi guidavi come un padre; provo ad assumere il tuo sguardo su tutta la vicenda di questi mesi, e sulla tua in particolare e, mentre ci provo, sento che non ho più paura
Il primo pensiero va a disoccupati, precari, lavoratori in nero, anziani, irregolari. Poi a quell’”ultimo pozzo nero” fatto di senza dimora, lavoratori stranieri stagionali, badanti con permesso scaduto, tossici e loro fornitori, donne che subiscono violenza domestica. E alla crudeltà della solitudine, con la quale sono morti i nostri nonni che fa riflettere su come li abbiamo trattati…
Con il fermo delle attività produttive generato dall'emergenza sanitaria ci sono intere categorie di persone e lavoratori che già ora sono diventati poveri. Per evitare di essere travolti da una frana sociale, spiega Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli, è quindi necessario intervenire subito con dei “muri di contenimento”. E se i primi interventi del governo vanno nella “giusta direzione”, sono però necessarie più risorse e nuovi strumenti.
In questo tempo di carestia dilagante, di abbracci negati, di reclusione forzata, mentre i giorni scorrono, si insinua sempre più in tutti noi un crescente senso di angoscia, di dolore e di morte.
Riduzione dei livelli di biossido di azoto nell’atmosfera, acque dei mari più puliti, delfini nelle baie dei porti svuotati di Cagliari e Trieste. Sono gli “effetti” della lotta contro il Coronavirus sul pianeta terra. Luca Fiorani, fisico del clima: “stiamo consumando più risorse naturali di quanto non ne produca il pianeta, e stiamo producendo inquinamento più di quanto il pianeta ne possa assorbire. È un circuito vizioso che dobbiamo arrestare, coronavirus o non coronavirus. Dobbiamo cambiare modello di sviluppo. Ci vuole un nuovo paradigma di società”
Da un letto di ospedale si ribaltano tutte le prospettive, e si coglie ancor di più e meglio l'immensa e indispensabile portata del lavoro del personale sanitario. E' anche occasione per riflettere sulla fede e sul significato del dolore. La testimonianza di un sacerdote ricoverato dopo aver contratto il coronavirus.