Lettera del Papa: la cura per i sacerdoti è cura per la persona e per l’annuncio

Il Papa non si rassegna al dolore, ma spicca il volo. Parte dalla situazione, a volte faticosa, di molti sacerdoti, ma anche vescovi. Dai momenti di lavoro, di delusioni e di frustrazione, ricordandoci l'altezza della vocazione. È vero: oggi molti sacerdoti vivono situazioni di frustrazione e stanchezza un po’ per la loro vita, un po’ per una situazione generale della società e della Chiesa. Molti fanno fatica nel celibato, altri nell'assumere gli impegni ministeriali, altri vivono in situazioni ambigue di collusione con il potere e i soldi. Tutte situazioni che creano solitudine, dalla quale è difficile uscire se non c'è chi ti aiuta a venirne fuori. Ecco perché il Papa parla dell'accompagnamento spirituale come di un amico al quale aprire il cuore

Per chi suona la campana. Hiroshima, 6 agosto. Non dimentichiamo

L’ultimo appello di papa Francesco, in ordine di tempo, è dello scorso 2 maggio. Ai partecipanti alla plena - ria della Pontificia Accademia delle scienze sociali, il papa ricordava come «purtroppo, oggi la stagione del disarmo nucleare multilaterale appare sorpassata e non smuove più la coscienza politica delle nazioni. Anzi, sembra aprirsi una nuova stagione di confronto nucleare inquietante, perché cancella i progressi del recente passato e moltiplica il rischio di guerre».

La riforma della giustizia e il rischio di restare su un binario morto

Nessuna riforma è a costo zero. Giustamente costa a coloro i cui interessi, spesso corporativi e settoriali, sono colpiti, ma costa anche perché un miglior funzionamento della giustizia, di cui c’è un evidentissimo bisogno, perché azzoppa il sistema Paese, significa corposi investimenti in personale e in infrastrutture. Si stanno conducendo esperimenti di giudizio tramite la cosiddetta intelligenza artificiale, ovvero tramite robot. In realtà la cultura della legalità passa attraverso le persone. Per questo bisogna essere fiduciosi, anche se il rischio di restare su un binario morto è molto, molto alto

Suicidio assistito: il cortocircuito dei media su una apertura (che non c’è stata) del Comitato di bioetica

Per i mezzi di comunicazione, informare è un dovere essenziale, un servizio imprescindibile perché il pubblico possa conoscere la realtà degli accadimenti e farsene un'opinione; ancor più quando si tratta di temi sensibili e decisivi, quali quelli connessi alla dignità della vita umana, della malattia e della sofferenza, della morte. Perciò, riteniamo di avere il diritto di pretendere correttezza e aderenza alla verità da parte di chi, per attività e impegno professionale, ci racconta le cose. Magari, dopo essersi accertato che le sue parole coincidano con la realtà!

Battaglie a suon di dazi Usa, cosa rischia l’Italia

Di dazio in dazio le economie si chiudono sui Paesi d’origine, si allenta quello scambio diplomatico-commerciale che è comunque una delle forme storiche di colloquio fra i popoli. Chi è forte resta abbastanza forte. Chi è debole e rivolto all’export soffre di più. Per l’Italia, che ha già un’economia fragile e una domanda interna sottotono, sarebbe un ulteriore freno