Oggi si è chiamati solo a rinunciare a qualche cosa, che ci verrà restituito in abbondanza domani: è un sacrifico che anche i cattolici devono fare con dignità e intelligenza
Il Covid-19 si sta ormai diffondendo in tutti i Paesi del vecchio continente. Ma le iniziative assunte dai governi nazionali non appaiono coordinate fra loro, rischiando di compromettere la risposta all'epidemia. Ancora una volta appare necessaria un'azione che si avvantaggi della regia dell'Unione europea
"Un primo step importante a cui ne dovranno necessariamente seguire altri. Siamo di fronte ad una vera e propria manovra economica in cui sono state recepite una parte delle nostre richieste tra le quali: la sospensione e la proroga di versamenti e adempimenti e le misure di tutela del lavoro".
Questo non è un tempo di evasione alle periferie dell’essere, è piuttosto un tempo che ci invita a focalizzarci, ad andare al cuore, al centro, all’essenziale. È un tempo che ci invita a stare, a riflettere, a fare silenzio per ascoltare. È, in breve, il tempo di Quaresima, oggi più eloquente che mai. Verranno i giorni della gioia e della vittoria, ma non sono questi: questi sono i giorni della serietà necessaria, e dell’attenzione; i giorni della cura, della vigilanza e della sobrietà
In questi giorni tutta la Chiesa ha “obbedito” ai Decreti che via via il Governo emanava. All’inizio con un tentativo di “resistenza”, dato che subito ci è stato impedito un bene che sta in cima alla gerarchia delle cose importanti per i cristiani: l’Eucaristia.
Senza fare confronti ovviamente improponibili, è tutto il Paese che sta dando una prova collettiva per certi versi inaspettata. Noi stessi forse non ce ne rendiamo conto fino in fondo. Prendiamo il caso della scuola. Pur con tanti limiti strutturali, a partire dai mezzi inadeguati sia negli istituti che nelle famiglie, c'è stata una mobilitazione straordinaria, al punto che sono andati in affanno i software con cui vengono gestiti i registri elettronici su cui vengono caricate le videolezioni. Le città e i paesi deserti fanno impressione e ci angosciano, ma sono il segno che gli italiani hanno saputo accettare una condizione inedita e insorta repentinamente, riuscendo persino in questo caso a fare valere le risorse di creatività diffusa e solidale
Ma tu vuoi davvero solo sopravvivere? E poi? C’è data una possibilità in più: amare ulteriormente. Amare la volontà di Dio per come essa ad oggi si palesa, vivere una sincera obbedienza filiale abitando il presente per come esso ci viene dalle mani di Dio. Per fare questo senza ridurlo a un sovrumano sforzo della testa, dobbiamo ricordare, rispolverare nel cuore tutti i ricordi in cui ci siamo sentiti salvati da Dio. Il Dio che ci è stato fedele fino a oggi, perché oggi dovrebbe cambiare?
Questo virus spazza via tutti i miasmi che hanno avvelenato la nostra società negli ultimi anni: dagli oppositori dei vaccini a chi voleva far uscire l’Italia dall’euro.