Oggi - domenica 26 maggio 2919 - si vota dalle 7 alle 23 e subito prenderà il via lo scrutinio contemporaneamente in tutti gli Stati membri, quando tutti gli stati avranno concluso le operazioni di voto.
Dove di vota. Si vota al seggio elettorale di iscrizione: la sezione, il numero e l’indirizzo del proprio seggio sono riportati sulla tessera elettorale. Per poter votare è necessario portare con sé un documento di identità e la tessera elettorale.
“Perché la Chiesa si è impegnata a tutelare la privacy e i dati personali?”. Risponde a questa domanda mons. Giuseppe Baturi, sottosegretario e direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi giuridici della Cei, nel 24° episodio della prima stagione dei #tutorialweca.
Vota la visione del volontariatoè la campagna lanciata alcuni mesi fa dalCEV-Centro Europeo del Volontariato in preparazione alle elezioni 2019 per il Parlamento Europeo. Si tratta di una campagna di natura apartitica e trasversale che ha l’obiettivo di portare il volontariato come tema rilevante nel dibattito elettorale e invitare i cittadini al voto. La campagna prevede l’opportunità per i candidati al Parlamento Europeo di impegnarsi a sostenere un intergruppo sulla solidarietà e il volontariato qualora venissero eletti.
In tutti i Paesi membri la campagna per il voto è stata massiccia e creativa a partire da #stavoltavoto.eu proposto dal Parlamento europeo alle mille varianti inventate da partiti, associazioni e semplici cittadini. In Europa alcune associazioni di artisti e attivisti hanno creato le proprie versioni del sito "Cosa fa per me l’Europa", creato dal Parlamento europeo. In Italia anche i calciatori hanno presentato le loro priorità per il prossimo Parlamento europeo. E negli altri Paesi cosa succede in queste ultime ore prima del voto?
L’Unione europea, così com’è oggi, ai giovani piace. Un’indagine del portale per studenti skuola.net in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea cui hanno risposto circa 20mila ragazzi dagli 11 anni: il 60% di loro, dichiara di sentirsi a tutti gli effetti cittadino europeo e un altro 21% dice di esserlo “abbastanza”. Meno di 2 su 10 si sentono poco (10%) o per nulla (9%) europei e i motivi sono differenti: il 22% di questi ritiene che l’Ue abbia reso l’Italia più povera, il 17% che ci ha reso dipendenti dalle nazioni economicamente più forti, il 13% che i paletti imposti da Bruxelles impediscono di sviluppare politiche autonome.
Le patologie definite con il termine di “demenza” hanno colpito, secondo dati elaborati sull’anno 2017, 66.147 veneti, dei quali 63.458 con più di 65 anni e 2.689 con meno di 65 anni. In Italia, il numero sale a un milione 241 mila persone colpite, il 50-60% delle quali dall’Alzheimer. Come supportare al meglio i pazienti e le loro famiglie? Come rendere più efficaci le cure? Come organizzare il sistema assistenziale? Per rispondere a queste domande, la Regione Veneto ha organizzato il convegno “Un nuovo approccio alla demenza, una mappa a supporto del PDTA regionale”, svoltosi mercoledì scorso all’ospedale Sant’Angelo di Mestre.
L’Europa sotto silenzio. Una ricerca di Eurispes e dell'Osservatorio Mediamonitor della Sapienza di Roma ha analizzato i telegiornali e i programmi di approfondimento nelle settimane precedenti la campagna elettorale. Dal monitoraggio emerge che i temi strettamente europei sono stati sostituiti da quelli di interesse nazionale, dal caso Siri all'economia.
Non la bandiera di una Nazione specifica o di una Regione (non che un'azione escluderebbe l'altra), ma la bandiera dell'Europa con al centro del vessillo di colore blu del cielo, le dodici stelle dorate che rappresentano l'unione dei popoli europei. E il numero delle stelle, invariabile e non casuale, è simbolo di perfezione e unità. "Uniti nella diversità"