Videogiochi come terapia per la dislessia

Nuova scoperta dell’Università di Padova: solo i bambini che riescono a incrementare il punteggio nella terapia con il videogioco velocizzano la lettura e migliorano la memoria uditiva a breve termine. Un miglioramento che otterrebbe un bambino con dislessia in un intero anno di sviluppo spontaneo. É quanto emerge dallo studio condotto da due giovani ricercatori del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova, Sandro Franceschini e Sara Bertoni. I due ricercatori hanno già dimostrato come un trattamento sperimentale mediante l’uso di videogiochi d’azione fosse in grado di migliorare la velocità di lettura, le abilità attentive e la memoria verbale a breve termine (cioè quella dei suoni del linguaggio che viene impiegata quando leggiamo) in bambini con dislessia, sia di madrelingua italiana che inglese.

35 milioni di euro per la scuola digitale

Trentacinque milioni di euro per la scuola digitale, con un’attenzione particolare alla creazione di ambienti didattici innovativi e tecnologicamente all’avanguardia. Il pacchetto di risorse è contenuto in un decreto firmato dal Ministro Marco Bussetti. Perché la scuola oggi deve essere uno spazio di apprendimento misto, capace di favorire un apprendimento interdisciplinare, flessibile, multifunzionale e connesso indissolubilmente con l’utilizzo della tecnologia e di risorse digitali basate sulla realtà virtuale e aumentata.

Rinnovata al MIUR la Carta d’intenti con Ministero della Giustizia, CSM, ANAC, DNA, ANM

Rinnovata al MIUR la Carta d'intenti con Ministero della Giustizia, CSM, ANAC, DNA, ANM per educare i giovani alla giustizia e alla legalità. Obiettivi dell’intesa: educare le studentesse e gli studenti alla legalità, al rispetto dei diritti e dei doveri di ogni cittadino e delle regole, promuovere la loro partecipazione alla vita civile del Paese, favorire il contrasto alla criminalità organizzata.

Bilanci Stati Ue: per la prima volta tutti sotto il deficit al 3%

Italia fuori dai parametri ma non mancano i giudizi negativi sui documenti programmatici di bilancio dei paesi membri, che vedono tra i bocciati Francia, Spagna, Portogallo, Belgio e Slovenia. Bene la Grecia che passa tra i “promossi”. Ma anche se la crescita generale è rallentata, va sottolineato il fatto che per la prima volta dalla nascita dell’euro nessun Paese membro ha un deficit superiore al 3 per cento.