Non serve essere ferventi cattolici per inciampare nei tabù sul sesso. Da sempre, solo la parola provoca e genera contrasti. Ma fra la morale più bigotta e la lussuria sfrenata qual è la strada indicata da Dio per l’umanità? Prova a rispondere Giovanni Scifoni nel suo “Santo piacere. Dio è contento quando godo” tornato al teatro Sala Umberto di Roma a dicembre. Sul palco l’attore pone a confronto la fede e il godimento della carne. Da mattatore, si cala nei panni del pacato don Mauro e del pizzaiolo Rashid, moderno e musulmano, riporta alla memoria gli anni ’80, i secoli e i papi del passato, mette alla prova il pubblico, facendolo divertire e poi commuovere.
Penso che la cosa più preziosa che un cristiano può recepire dall’opera di Zerocalcare, al di là dello spasso e dei revival (per la mia generazione di bamboccioni, almeno), sia questa: che l’uomo, senza Cristo, semplicemente non ha risposte ed è incompleto, e non ha difese convincenti contro l’apparente ragionevolezza della disperazione (l’Armadillo)
“È stata la mando di Dio” di Paolo Sorrentino, sguardo esistenziale dell’autore nella Napoli anni ’80. L’opera, che rappresenta l’Italia agli Oscar 2022, è nelle sale da fine novembre e si prepara a sbarcare su Netflix dal 15 dicembre. Ancora, dalla Festa del Cinema di Roma-Alice nella Città è nei cinema dal 2 dicembre “Caro Evan Hansen” di Stephen Chbosky, dramma educational sulle fragilità adolescenziali con lampi di musical
Su Tv2000 va in onda “Canonico”, la prima serie tv originale realizzata per l’emittente della Cei, in onda dal 14 dicembre alle 19.30, dal lunedì al venerdì. Una fiction di 20 puntate da 20 minuti con protagonista don Michele, un parroco interpretato da Michele La Ginestra, conduttore ed attore televisivo e teatrale, tra i volti più amati dal grande pubblico. Regia di Peppe Toia.
Due sguardi sulla famiglia, due direzioni tematiche-narrative opposte. Da un lato il cartoon della Disney “Encanto”, brillante e colorato racconto sui ritmi dell’America Latina con brani firmati da Lin-Manuel Miranda. Dall’altro, la famiglia come nido di spine nell’elegante e ruvido western “Il potere del cane” (“The Power of the Dog”) diretto dalla regista neozelandese Jane Campion