Silos di Trieste chiuso già a giugno, migranti spostati in toto al campo scout di Prosecco. È la soluzione per la struttura che ospita centinaia di persone in arrivo dalla rotta balcanica prospettata dal ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, che ha risposto ad una interrogazione della senatrice triestina del Pd Tatjana Rojc. Sulla questione interviene il Consorzio italiano di solidarietà
“Dopo 160 giorni la Terra Santa, sconvolta dalla violenza, non vede una possibile soluzione alla guerra in corso. Oggi, primo venerdì di preghiera del Ramadan, iniziato lunedì scorso, a Gerusalemme, la città Santa per le tre religioni monoteiste, il clima è teso. Forti le restrizioni imposte da Israele: gli uomini che hanno meno di 55 anni e le donne che hanno meno di 50 anni non possono arrivare fino alla Spianata delle Moschee per pregare”.
La situazione nella striscia di Gaza è “disperata”, la popolazione rischia di morire di fame oltre che sotto le bombe e si profila il pericolo di una carestia.
Sono stati diffusi il 12 marzo i dati sui flussi di trasferimento di armi nel mondo del rapporto annuale del Sipri, l'’Istituto internazionale di ricerca per la pace di Stoccolma, la fonte più autorevole in materia, che ha comparato i dati del quinquennio 2019-2023 rispetto al 2014-2018. Cinque i maggiori Paesi esportatori: Stati Uniti (+17%), Francia, Russia, Cina e Germania. Al sesto posto è l’Italia, con un balzo enorme dell’86%, la crescita più alta in assoluto. Dimezzate invece le esportazioni dalla Russia (-53%), probabilmente perché ha usato le armi nel conflitto in Ucraina.
La Commissione scopre le carte. La guerra in Ucraina renderebbe urgenti investimenti a favore dell'industria della difesa. Vestager: "La nostra spesa per la difesa va a troppi sistemi d'arma diversi, acquistati principalmente da Paesi terzi. Ora che i bilanci per la difesa in tutti gli Stati membri sono in forte aumento, dovremmo investire meglio, insieme e in Europa". Si parla di armi, sempre meno di pace
Oggi 15 marzo, la guerra in Siria entra nel suo 14° anno. “Il conflitto, scoppiato nel marzo 2011, – scrive in una nota Caritas Italiana – ha gettato oltre 16,7 milioni di persone in stato di bisogno, il numero più alto di sempre dall’inizio della guerra. 7,5 milioni sono minori; 7,2 milioni gli sfollati interni, sui quali si è abbattuto anche il violento terremoto del 6 febbraio 2023.
Secondo la Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio, Sigot, la solitudine non è solo un problema sociale, ma anche clinico, essendo associata ad un aumento del rischio di depressione, disturbi del sonno, demenza e malattie cardiovascolari