Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali. L’ascolto per tornare ad essere umani

“Ascoltare con l’orecchio del cuore”, il recente messaggio di Papa Francesco in occasione della 56ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, aiuta ad orientarsi sia nella frastagliata realtà dei media, sia nella vera e propria esperienza comunicativa che ciascuno di noi continuamente vive e di cui viene proposta una attenta fenomenologia. Comune ai due ambiti, inerenti la macrosfera della comunicazione e la microsfera delle relazioni interpersonali, è la dinamica di esclusione dell’alterità che si realizza tramite l’assenza di ascolto, evidenziata dal Santo Padre richiamando la nozione critica di “duologo”, teorizzata dal filosofo ebreo Abraham Kaplan.

Vangelo del 13 febbraio: le Beatitudini e la nuova umanità

Dio scommette felicità su coloro sui quali la storia mondana non scommette: sguardo creatore si posa sui piccoli, gli affamati, i piangenti, i rifiutati. Perché, nella loro bassa pianura, essi sono aperti alla kenosi del Figlio suo, grazia dall’Alto. Dio fa ripartire il suo Adamo ancora una volta solo da un pugno di polvere. Sapremo gustare questa strana felicità, oggi - nel guado di molteplici crisi -, cogliendola con lo sguardo volto ai poveri e, in trasparenza attraverso di loro, sulle moltitudini che cercano vita?

Mons. Regattieri (Cesena): “Stando accanto al malato tu predichi il Vangelo”

Sono passati ormai trent’anni dalla prima Giornata Mondiale del Malato istituita da san Giovanni Paolo II (13 maggio 1992). Il 4 giugno del 2006 a firma del Card. Montenegro, la Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute pubblicò una nota pastorale che riproponeva all’attenzione della Chiesa la pastorale dei malati: Predicate il vangelo e curate i malati. Si voleva invitare la comunità cristiana nel suo complesso a sentirsi soggetto corresponsabile della pastorale della salute, integrandola in una pastorale d’insieme. È evidente che la pandemia ha reso ancora più urgente questo dovere della Chiesa tutta. Le sfide che provengono dal mondo della salute chiedono alla Chiesa una risposta animata dalla speranza. Tale azione profetica sarà possibile se la comunità ecclesiale si sentirà costantemente provocata dal modo di agire di Gesù Cristo.

A 160 anni dal riconoscimento delle apparizioni è l’occasione per riprendere il cammino con slancio e dedizione rinnovata

Si celebra quest'anno la trentesima giornata del malato indetta da papa Giovanni Paolo II nel lontano 1992. Il tema di quest'anno è: “Porsi accanto a chi soffre in un cammino di carità”. Essa cade proprio in occasione della festa liturgica di Nostra Signora di Lourdes, l'11 febbraio. Alla grotta di Massabielle di Lourdes, da allora fino ad oggi, centinaia di migliaia di persone sono giunte qui per chiedere alla Vergine sostegno, forza e consolazione per affrontare l'inevitabile fatica della vita.

Il progetto “Wellenbrecher” (frangiflutti): in terapia intensiva per raccontare la banalità del bene

Era fine novembre 2020 quando, per la prima volta, varcava la soglia della terapia intensiva Covid dell’ospedale di Bolzano. La sua intenzione era quella di documentare con un paio di scatti quello che realmente accade dove si combatte il Covid in prima linea, così da mettere a tacere le tante, troppe, fake news che si moltiplicavano, soprattutto con e sui social. Ma quello che ha visto quel giorno, lo ha spinto a tornare nella “zona sporca” per più di 80 volte, per raccontare con video ed istantanee, le persone – pazienti, medici, infermieri, operatori socio sanitari e tecnici – che quotidianamente affrontano la battaglia contro il virus. È nato così il progetto “Wellenbrecher” (frangiflutti) del 44enne videomaker e fotografo altoatesino Andrea Pizzini.

Gobber (Sicp): “Faremo tutto il possibile per supportare la crescita delle reti. Il periodo è irripetibile per dare una svolta”

Da dodici anni in Italia è in vigore la legge 38 che stabilisce i criteri per l’erogazione delle cure palliative. Anche da altri Paesi dell’Unione, il testo è considerato ottimo ma nella pratica quotidiana c’è ancora molto da fare per assicurare a tutti i cittadini il diritto di ricevere una terapia di accompagnamento e sollievo. Una delle lacune è il completamento delle reti regionali costituite oggi secondo una recente ricognizione effettuata dall’Agenas da 307 hospice, di cui 7 pediatrici. “Il periodo è irripetibile per dare una svolta. L’opinione pubblica, gli interventi del Papa e della Cei, gli ultimi provvedimenti ministeriali rappresentano un insieme di circostanze favorevoli. Tocca poi mettere in pratica e riempire di contenuti”, spiega al Sir, Gino Gobber, presidente Società italiana di cure palliative (Sicp).