Brexit. Enchelmaier (Un. Oxford): “Il 55% dei cittadini britannici pensa che sia stato un errore lasciare l’Ue”

“Diversi sondaggi ci dicono che, oggi, il 55% dei cittadini britannici pensa che sia stato un errore, per il Regno Unito, lasciare la Ue. Solo tre inglesi ogni dieci, il 30%, il dato più basso mai registrato fino ad oggi, restano convinti che la Brexit sia stato un fatto positivo. Certamente, quindi, non esiste più quella maggioranza del 52% di elettori che ha portato, durante il referendum del 23 giugno 2016, la Gran Bretagna fuori dall’Europa". È questo il bilancio che il professor Stefan Enchelmaier, politologo dell’università di Oxford, profondo conoscitore del Regno Unito e dell’Unione Europea, traccia a cinque anni dall’uscita ufficiale della Gran Bretagna dall’Europa che avvenne il 31 gennaio 2020.

Dazi a Messico, Canada e Cina, le dogane diventano muri alti

Le guerre commerciali negli anni Duemila sono sempre più armi di geopolitica come si è visto con il grano in alcuni passaggi della guerra tra Russia e Ucraina. L'uso di dazi rafforzati è stato subito indicato dal nuovo presidente americano, Donald Trump, come uno strumento per spingere la produzione e l'occupazione interna (America First) e come un potente mezzo di pressione per ottenere altro. Da inizio febbraio sono scattate tasse aggiuntive del 25% per i prodotti dei confinanti Messico e Canada, per la Cina l'imposizione ulteriore è del 10% ed entra nel contenzioso tra le due grandi potenze.