«Della tua vita puoi fare quello che vuoi, ma non puoi mettere a rischio la vita e la salute degli altri. Se per creare consapevolezza non bastano la sensibilizzazione e l’educazione, ci vogliono il controllo e la sanzione, ma non dopo che hai ucciso qualcuno». È chiaro il pensiero di Vanna Detomi, responsabile per la provincia di Padova dell’associazione Vittime della strada, che lamenta la poca presenza di pattuglie lungo le nostre strade.

Presa di posizione della rete dei Centri per l'etica ambientale coordinata dalla fondazione Lanza di Padova. «In Italia il suolo continua a essere considerato semplicemente una risorsa illimitata e a costo zero con cui si pensa di rianimare e rilanciare il settore dell’edilizia». Invece si tratta di un'emergenza nazionale, come certificano i dati Ispra del recente rapporto: nel 2016 ogni secondo sono stati cementificati tre metri quadrati di verde.

Un anno dopo, dentro il “cratere” delle Marche. È una sorta di buco nero che terremota davvero tutto: gente e istituzioni, luoghi e mass media, edifici e animali, vite quotidiane e fiducia nel futuro. I numeri lasciano di stucco. A cominciare da 1.087.252 virgola 75: sono le tonnellate di macerie, che la Regione Marche stima nell’area dei 53 Comuni fra Ascoli Piceno, Macerata e Fermo.

«La forza della legge che ha introdotto il reato di omicidio stradale  non è nei numeri, ma nella valenza culturale. Il bene della vita deve essere al di sopra di ogni giudizio e chi si aspettava miracoli rimarrà deluso» ha dichiarato il  capo della polizia Franco Gabrielli che definisce gli smartphone una "jattura". La distrazione spesso dovuta all'uso del cellulare, è infatti uno dei comportamenti più pericolosi in cui gli automobilisti incappano più frequentemente con la guida contromano, il sorpasso della linea continua, l’eccesso di velocità e l’inversione di marcia.

Intervista a Massimo Franco, editorialista del Corriere della sera, analizza gli scenari possibili di questo scorcio di legislatura e il ruolo dei diversi leader. Sergio Mattarella, osserva, è diventato il vero regista di questa coda di legislatura. Oggi il baricentro si è spostato decisamente da Palazzo Chigi al Quirinale

È iniziato oramai il conto alla rovescia verso il voto di primavera 2018 e questo rende complicato il cammino parlamentare di alcune leggi molto contrastate. Ci sono anzitutto le "rimandate a settembre" ius soli e biotestamento e poi la riforma del processo penale, il codice antimafia oltre alla controversa legalizzazione della cannabis. E poi la madre di tutte le battaglie: la legge elettorale.
Sulla Difesa di domenica 6 agosto l'intervista a Massimo Franco, editorialista e notista politico del Corriere della sera.

Dura nota di commento dell'Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione): la mancata sottoscrizione non può avere alcuna conseguenza giuridica, non sarà legittima alcuna reazione del governo nei confronti delle Ong non firmatarie. E sull'ipotesi della chiusura dei porti: comporterebbe una violazione del diritto internazionale. Chi ha firmato e chi no tra le Ong impegnate nel Mediterraneo.