Un prete padovano nella diocesi di Camerino, distrutta dal terremoto di un anno fa

La chiesa di Padova ha risposto all'appello accorato di mons. Brugnaro, vescovo di Camerino-San Severino Marche, originario della nostra diocesi. così don Luca Ferro si appresta a partire per un ministero inatteso che lo porterà a sostenere la ricostruzione dell'anima prima che dei muri di una chiesa così duramente colpita, che conta ben 40 sacerdoti sfollati su 60 e oltre 300 chiese lesionate o crollate.

Un prete padovano nella diocesi di Camerino, distrutta dal terremoto di un anno fa

Asciugherà lacrime, asseconderà la speranza, accompagnerà sguardi che tornano a volgersi verso l’Alto. Don Luca Ferro è pronto a partire. Ad attenderlo la chiesa di Camerino-San Severino Marche, una delle diocesi più colpite dal devastante terremoto dell’ottobre di un anno fa. Sarà una missione tra la polvere e le macerie: quelle delle 315 chiese non agibili sulle 473 che conta la diocesi; quelle dei 35 comuni della zona rossa, chiusi ermeticamente e controllati a vista dai militari. Ma si tratta di aiutare soprattutto la ricostruzione delle esistenze, il rammendo di un tessuto sociale ed ecclesiale mai così provato.

Il prete padovano, fresco di licenza in teologia pastorale e di un’esperienza ad Albignasego dove ha amministrato le parrocchie di San Giacomo e Lion, sarà in loco nei prossimi giorni e prenderà servizio proprio a San Severino Marche, dove sarà inserito in un’équipe pastorale di cui fanno parte il vicario foraneo mons. Aldo Romagnoli e altri quattro sacerdoti tra cui un missionario fidei donum del Camerun e un monaco cistercense.

«La chiesa di Padova risponde così all’appello del vescovo Francesco Giovanni Brugnaro, che chiedeva una forma di collaborazione e di sostegno anche con la presenza di qualche sacerdote – spiega don Giuliano Zatti, vicario generale - La presenza di don Luca Ferro in quelle terre che portano segni evidenti di distruzione, rappresenta uno scambio fraterno di chiese, è un modo concreto di sostenersi fra chiese, di prendersi in carico il disagio e le ferite di una popolazione. Questa attenzione ci porta a non scordare quanto ci succede attorno, nonostante magari le nostre fatiche personali e di chiesa padovana».

Mons. Brugnaro, che della nostra diocesi è originario, ritrova così un conterraneo tra i membri del suo clero:«Sono molto grato al vescovo Claudio per la comprensione che ha dimostrato per la nostra chiesa - Stiamo attraversando un disastro drammatico. 40 dei nostri parroci sono sfollati, assieme a 22 mila abitanti. Camerino, Visso, Pieve Torina sono i comuni più colpiti».

L’intesa tra i due vescovi si è concretizzata a metà settembre, da allora si è trattato di studiare la forma giuridica per realizzare questo scambio tra chiese.«Don Luca troverà una comunità ben animata, composta da famiglie formate, con una pastorale giovanile vivace che conta diversi gruppi scout – continua mons. Brugnaro – La gente è entusiasta di accogliere un giovane prete padovano, attivo e motivato. Ad aiutarlo ci saranno anche le suore e dei catechisti preparati».

Per don Luca, una nomina«a sorpresa», ma da subito accolta con gioia.«Ho compresola situazione drammatica e la sensibilità del vescovo Claudio che ha percepito tutta forza presente nella richiesta di mons. Brugnaro. Ma solo quando sono andato a visitare la diocesi ho capito per davvero la gravità di questo terremoto.La prima sensazione è stata l’incredulità. Camerino è deserta, pare che qualcosa si sia fermato per sempre in una città svuotata, bloccata. Il vescovo Francesco, affranto e lui stesso sfollato, ha ragione: non ci si rende conto della realtà finché non la si calpesta».

Don Luca, la cui permanenza nelle Marche non ha ancora una durata ben definita, è consapevole della particolarità dell’esperienza che sta per vivere. «Di fronte a questa pastorale di emergenzacomincerò osservando, mi avvicinerò con attenzione alle persone. So che dovrò muovermi molto per raggiungere anche zone nelle quali i parroci non hanno più potuto far ritorno. Credo che toccherò con mano la chiesa in uscita di cui parla papa Francesco nella Evangelii gaudium: un vangelo da annunciare anche laddove la presenza di una parrocchia strutturata non è più possibile. Credo che mi aiuterà a ripensare il ministero del sacerdote in chiave futura».

Da San Severino, il giovane prete sarà il perno del cammino condiviso che le chiese di Padova e di Camerino-San Severino Marche stanno per iniziare.«Nel progetto – riprende don Giuliano Zatti - c’è anche in programma un’esperienza rivolta ai preti diocesani in quelle zone, subito dopo Pasqua. Ed esperienze di incontro e scambio si potranno fare anche con gruppi e giovani oltre a piccole forme di gemellaggio».

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