Sarah Numico

Sarah Numico

Francia, scricchiola la democrazia? Quinio: “viene meno il senso della rappresentatività”

Giornalista, per anni direttrice del quotidiano "La Croix", poi presidente delle Settimane sociali, Dominique Quinio riflette, con il Sir, sull'esito delle elezioni legislative in Francia. Preoccupano l'altissima astensione, la crescita delle forze estreme, l'indebolirsi di alcuni cardini della democrazia rappresentativa. E - sostiene - non sarà facile rilanciare un dialogo tra le forze presenti nell'Assemblée Nationale orientato al bene collettivo

Guerra e Russia viste dalla Lettonia. “Con Mosca non c’è dialogo”. La Nato dà sicurezza

Parla Velta Skolmeistere, ricercatrice all’Università della Lettonia. Che mette in guardia dal pericolo proveniente dal Cremlino mentre ricorda il difficile passato con l'Unione sovietica. "Noi siamo preparati per la difesa civile". Ma affiorano timori per i confini nazionali, che potrebbero essere minacciati dall'imperialismo di Putin. Nel Paese, un terzo dei cittadini è russofono e non mancano sostenitori dell'attacco russo all'Ucraina

La vita quotidiana a Mosca in clima di guerra. Il racconto di “Olga”, tra timori del presente e speranza per il futuro

La chiamiamo Olga e non possiamo dare troppi dettagli sulla sua vita, per non metterla in difficoltà. Il Sir l’ha raggiunta al telefono nella sua casa a Mosca, per avere la testimonianza di come vive nella capitale della Federazione russa chi è contro la guerra e non può o non vuole andare via. Olga lavora anche per una Ong internazionale – anche questa ci è stato chiesto non fosse resa identificabile – e insegna psicologia in una facoltà universitaria. Impotenza, attesa, paura sembrano essere i tratti di un tempo che è iniziato già ben prima del 24 febbraio, giorno in cui è solo “caduta la maschera”, dice Olga, che precisa: cancellerà dal suo telefono ogni riferimento ai contatti avuti per questa intervista perché “la polizia ora ferma le persone per strada e chiede di vedere le chat di whatsapp e telegram”.

Russia. Khroul (docente Etica dei media): “La situazione peggiora. Molti vorrebbero emigrare, soprattutto le persone istruite”

“Avevo paura di dover rimanere in Russia per sempre, se avessero chiuso il confine, ma ora sono ad Aachen e sono al sicuro”. Racconta così al Sir, Viktor Khroul, 58 anni, che insegnava etica dei media alla National school of economics, a Mosca, e invece ora si trova nella città tedesca grazie a una borsa di studio del Catholic Academic Exchange Service (Kaad). È stata “una cintura di salvataggio mentre ero nei guai”. Era andato a trovare la sorella in Bielorussia, a inizio marzo, e poi sentendo della nuova legge che modificava il codice penale per punire chi parla male “dell’operazione speciale in Ucraina”, ha deciso di attraversare il confine verso la Lituania, senza tornare a Mosca, dove ancora si trova la moglie

Futuro dell’Europa: la politica non tagli le ali alle proposte dei cittadini

Durante la Giornata dell’Europa, che si festeggia il 9 maggio, si è svolta la cerimonia di chiusura della Conferenza sul futuro dell’Ue. A Strasburgo un evento di democrazia partecipativa, a Mosca la minacciosa parata voluta dall’imperialista Putin. Ora, però, i politici dei Ventisette, assieme alle istituzioni di Bruxelles e Strasburgo, sono chiamati a dar corso alle proposte emerse dai cittadini per riformare l’Europa

Russia. Isavnin: “Dalla Piazza Rossa, Putin ha mandato segnali di disponibilità al negoziato”

Il discorso di Putin rivela aspetti diversi da quelli che ci aspettavamo: non "la mobilitazione o nuove dichiarazioni di guerra, parole che facessero riferimento diretto all’uso di armi nucleari", piuttosto "il discorso è stato in qualche modo ‘pacifico’, come se avesse voluto mandare un messaggio alla comunità internazionale e ai leader del mondo, che è pronto per qualche forma di negoziati”, dice al Sir il ricercatore presso la Internet Protection Society

La Russia che non sta con Putin. Andronick Arutyunov: “Dobbiamo dare ai russi la possibilità di informarsi, la democrazia è importante”

Andronick Arutyunov è docente associato dell’Istituto moscovita di fisica e tecnologia, docente alla Libera Università di Mosca e co-presidente del sindacato indipendente “Solidarietà universitaria”. Pochi giorni dopo l’inizio della guerra contro l’Ucraina, sul sito del sindacato nato nel 2013 è apparsa una dichiarazione contro la guerra. “Molti dei nostri colleghi ci hanno detto che era troppo morbida, che avremmo dovuto dire di più. Quelli che invece ci considerano nemici dell’umanità, non l’hanno apprezzata. È stato difficile scrivere quel testo per la situazione politica oggi, ma dire la verità è una dei primi compiti delle università”