Anche se quest’anno non si è potuta organizza la tradizionale Festa del popoli, causa pandemia, viene proposto comunque un appuntamento per non perderne lo spirito.
Una piccola storia anonima, di quelle che non fanno notizia, ma che ben raccontano l’indole e il buon cuore della nostra gente parlando di “carità relazionale”, di aiuto reciproco, di buon vicinato anche quando il mondo sembra crollare di fronte a una pandemia.
Intenso momento di preghiera, venerdì 2 ottobre, alle 18, nella chiesa di Santa Maria ad Nives nell’angolo di via Giustiniani di via Ospedale Civile. Presiede la celebrazione don Roberto Ravazzolo. Nella chiesa esposto un quadro dedicato a Maria Madre di Amore e Misericordia.
Venerdì alle ore 18.00 alla Basilica di Sant’Antonio, Liturgia di ringraziamento per i nonni della città, nella convinzione che senza anziani non c’è futuro
Ministri straordinari della comunione. Le limitazioni dovute alla pandemia non fermano la formazione permanente. Anzi, la rinnovano nella modalità: il primo appuntamento si farà in tre e sarà “in presenza” nella chiesa di San Benedetto, non all’Opsa
Dal 2012 è attiva, undici mesi l'anno, la raccolta viveri necessaria per le “borse” alimentari per le persone in difficoltà. I parrocchiani, raccontano i volontari, «hanno sempre risposto con generosità alle periodiche raccolte in basilica, secondo il principio che la Caritas deve educare. I membri della comunità si occupano dei poveri che vivono nel loro territorio, con un coinvolgimento che negli anni è cresciuto, dimostrandosi sempre più forte».
A partire dal questionario Il direttore di Caritas Padova riflette su quanto emerge dalle risposte delle Caritas vicariali e parrocchiali. Dalla Carità, le comunità possono ripartire per ritrovare la propria identità