A ottocento anni dalle stimmate, san Francesco continua a influenzare la cultura e l’arte

Otto secoli fa, sul monte della Verna, Francesco di Assisi riceveva le stimmate: secondo le parole di Bonaventura da Bagnoregio, “nelle sue mani e nei suoi piedi, incominciarono ad apparire segni di chiodi”. Un episodio che ha ispirato grandi artisti, come Giotto, o (forse) Coppo di Marcovaldo nella Pala Bardi a Firenze, il Maestro di san Francesco nella basilica inferiore di Assisi, o Bonaventura Berlinghieri nella chiesa di san Francesco a Pescia.

Le stimmate di s. Francesco, Chiara e le sorelle

Far memoria delle stimmate di S. Francesco è un’occasione per rivisitare il centro della vita cristiana, perché ci rimandano alla crocifissione di Gesù morto per noi e alla chiamata del Signore rivolta ad ogni battezzato a seguire le orme di Cristo sino a dare la vita per tutti. Può aiutarci in questo la reazione di Chiara e delle Sorelle Povere, donne chiamate a vivere nella Chiesa radicalmente il Vangelo, alla vista delle stimmate di Francesco.

Papa Francesco: a Med24, “la fraternità è la risposta migliore ai conflitti”, no a “cultura della paura”. “Mediterraneo non sia più un cimitero”

“Voi, la nuova generazione, siete l’avvenire della regione mediterranea”. Lo scrive il Papa, nel messaggio inviato ai partecipanti all’Incontro “Med24 – Pellegrini di speranza. Costruttori di pace”, quarta tappa degli Incontri del Mediterraneo, dopo gli appuntamenti di Bari, Firenze e Marsiglia, in corso a Tirana, in Albania, fino al 21 settembre.